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La salute di un individuo migliora notevolmente quando non assumono o si riducono nella propria dieta, i cibi ogm, ovvero geneticamente modificati. Se prima era solo un’ipotesi, adesso uno studio lo conferma.

 

Un nuovo studio pubblicato sull’International Journal of Human Nutrition and Functional Medicine e condotto dall’ Institute for Responsible Technology, dimostra come la salute umana può migliorare notevolmente quando si fa il passaggio ad una dieta non ogm o quando semplicemente si riduce il consumo di cibi geneticamente modicati.

Cosa sono gli ogm? Sono Organismi Geneticamente Modificati, il cui Dna è stato variato tramite operazioni di ingegneria genetica. Oggi moltissimi alimenti lo sono: dal mais alla soia. Ciò porta con sé numerosi aspetti negativi: dall’insorgere di nuove allergie alla riduzione della biodiversità. Senza contare l’aumento dell’utilizzo dei pesticidi e la conseguente resistenza agli antibiotici.

Purtroppo ormai le multinazionali ne fanno largo uso: gli ogm sono perfetti all’esterno, crescono velocemente e permettono quindi maggiori guadagni.

Il tutto però andrebbe a discapito della salute umana. Per questo un gruppo di scienziati porta avanti da anni ricerche per capire come e perché gli ogm influiscono nella dieta umana.

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I risultati dello studio

Questo nuovo esperimento ha coinvolto oltre 3mila persone americane che per un anno non hanno assunto o hanno limitato il consumo di organismi geneticamente modificati. Il risultato?

Tutti i volontari hanno avuto benefici, migliorando o facendo scomparire del tutto alcuni disturbi. Nello specifico: l’85% non ha avuto più problemi digestivi, il 60,4% di stanchezza o poca energia, il 54,6% ha migliorato il proprio aspetto in termini di sovrappeso e obesità.

Ancora, il 51,7% non si è sentito spossato mentalmente, il 48,1% ha migliorato la capacità di memoria e concentrazione, 51,1% ha attenuato problemi di umore, come ansia o depressione, il 33,2% ha smesso di soffrire di insonnia, il 30,4% di problemi ormonali.

Sul piano delle allergie (gli ogm sarebbero accusati di svilupparne troppe), ben il 50,2% dei volontari con una dieta senza ogm ha migliorato il proprio status di soggetto allergico o intollerante, il 42,2% la sensibilità al glutine, mentre il 46,6% alle allergie stagionali.

Benefici anche su dolori articolari (47,5%), altre condizioni della pelle (30,9%), dolore muscolo scheletrico (25,2%), malattia autoimmune(21,4%), eczema (20,8%) e infine, problemi cardiovascolari, compresa l'alta pressione sanguigna (19,8%).



"Questo conferma come una dieta senza ogm può migliorare l’esistenza degli individui”, ha dichiarato Jeffrey M. Smith, direttore esecutivo dell’Institute for Responsible Technology e autore dell'articolo.

Secondo lo studio, infatti, la maggior parte delle colture ogm ha visto inserire nel proprio Dna geni provenienti da batteri o virus. Attualmente 11 colture alimentari sono coltivate per il consumo commerciale. Le sei principali sono soia, mais, cotone, canola, barbabietole da zucchero e erba medica, tutti prodotti che arrivano nei nostri piatti e con i quali vengono alimentati gli animali.

“Il processo di modificazione genetica stessa danneggia il Dna, che può aggiungere allergeni, tossine e anti-nutrienti al cibo. Gli ogm sono resistenti agli erbicidi e contengono tracce di glifosato, su cui è aperto il dibattito sulla cancerogenicità”, si legge nello studio.

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L'articolo di Smith, quindi, parla di effetti collaterali e apre una finestra sul fatto che molti disturbi potrebbero essere direttamente collegati all’utilizzo di ogm.

Dominella Trunfio

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