Cos'è la sindrome metabolica, quali sono i sintomi e che conseguenze comporta? Come riconoscerla e come intervenire in caso di insulino-resistenza

 

La sindrome metabolica (o meno conosciuta con le definizioni di sindrome X, sindrome da insulino-resistenza o sindrome di Reaven) è l’insieme di più fattori predisponenti che collocano chi né è soggetto in una fascia di rischio più alta per malattie come diabete, problemi cardiovascolari e steatosi epatica (il più comune “fegato grasso”). In buona sostanza, è un mix di elementi che concorrono ad aumentare la possibilità di sviluppare diabete e patologie che interessano l'apparato circolatorio. Ma quali sono i sintomi di una sindrome metabolica? Perché bisogna preoccuparsene e quali sono i rimedi per l'insulino-resistenza?

La prevalenza della sindrome metabolica riguarda la popolazione adulta, con percentuali che aumentano nelle fasce di età anziana, e le sue cause sono da ricercarsi in una combinazione di abitudini scorrette(dieta sbagliate e scarsa attività fisica) e predisposizione familiare. Tutti fattori che comportano accumulo di grasso addominale, resistenza all’insulina, dislipidemia e ipertensione arteriosa.

La prevalenza della sindrome, in ogni caso, varia di molto, poiché pare dipenda dall'età, dal gruppo etnico, dai vari gradi di obesità e dalla predisposizione a sviluppare il diabete mellito di tipo 2.

Cos’è la sindrome metabolica?

La sindrome metabolica è quell’insieme di fattori di rischio legati a condizioni che aumentano la possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete. In genere, un medico diagnostica la presenza di sindrome metabolica quando sono presenti almeno tre dei seguenti fattori di rischio:

  • pressione arteriosa superiore a 130/85 mmHg
  • glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl (100 mg/dl secondo l'ADA) e resistenza all’insulina, un ormone che aiuta a regolare la quantità di zucchero dell'organismo a livello periferico nei cosiddetti “organi bersaglio” (fegato, muscolo, tessuto adiposo) con conseguente iperglicemia
  • trigliceridi nel sangue superiori a 150 mg/dl
  • colesterolo HDL inferiore a 40 mg/dl nell'uomo o a 50 mg/dl nelle donne
  • circonferenza addominale superiore ai 102 centimetri per gli uomini o a 88 centimetri per le donne

Naturalmente, più sarà alto il numero di condizioni di cui si soffre, maggiore sarà la possibilità di sviluppare la sindrome metabolica.

In più, è evidente che il rischio di sviluppare la sindrome metabolica aumenta

  • con l’avanzare dell’età
  • se già si soffre di diabete
  • se si ha una certa predisposizione genetica
  • se si pratica poco esercizio fisico

Sindrome metabolica sintomi e complicazioni

È ormai assodato, dunque, che avere la sindrome metabolica significa soffrire di diversi disturbi metabolici nello stesso tempo. Per cui, sono segnale di sindrome metabolica in particolare:

sindrome met sintomi

Una condizione che ha anche i suoi campanelli di allarme in:

Sindrome metabolica cause

Data la complessità della sindrome in se, è chiaro che le cause sono molteplici. Quelle più ricorrenti sono senza dubbio una dieta squilibrata, l’insulino-resistenza (elemento responsabile della propensione a diabete, ipertrigliceridemia, ipertensione), obesità, predisposizione genetica e sedentarietà. Questi fattori di rischio si possono presentare anche separatamente, ma spesso tendono a manifestarsi insieme.

Ricapitolando, tra le cause di sindrome metabolica compaiono:

  • grasso addominale, che rappresenta un rischio per le malattie cardiache maggiore rispetto al grasso in eccesso in altre parti del corpo
  • trigliceridi alti nel sangue
  • livello più basso del normale di colesterolo buono
  • pressione alta
  • livelli di glicemia a digiuno più alti del normale
  • livello elevato di colesterolo cattivo
  • fumo
  • età avanzata
  • razza, pare che gli ispanici e gli asiatici siano più a rischio di sindrome metabolica
  • obesità
  • familiarità per diabete di tipo 2 o diabete gestazionale
  • altre malattie, come sindrome dell’ovaio policistico

Sindrome metabolica rimedi

Se si crede di essere predisposti alla sindrome metabolica, il primo passo da fare è rivolgervi al proprio medico, che sicuramente mirerà ad aumentare la vostra attività fisica e a ridurre il vostro peso corporeo.

Se c’è una cosa da fare nella lotta alla sindrome metabolica, infatti, è prevenirla a tavola e con più adeguati stili di vita.

L'attività fisica quotidiana regolare, infatti, ha benefici nella cura della sindrome metabolica:

  • favorisce la perdita di peso
  • aumenta la sensibilità all'insulina
  • previene le malattie cardiovascolari
  • riduce i livelli di trigliceridi nel sangue
  • aumenta il colesterolo "buono" e riduce il colesterolo "cattivo"
  • riduce i livelli di pressione arteriosa
  • aiuta a prevenire il diabete tipo II aumentando la sensibilità all'insulina e il controllo glicemico

Sindrome metabolica e rimedi per l'insulino-resistenza

Con “insulino-resistenza” si indica una condizione in cui il corpo non è più in grado di utilizzare la sua insulina appropriatamente. L’insulina è un ormone grazie al quale nel nostro organismo vi è il processo la conversione dello zucchero nel sangue in energia. Va da sé che la “resistenza all’insulina” è causa di alti livelli di zucchero nel sangue e si collega a sua volta a sovrappeso oppure obesità.

Ebbene, la sindrome metabolica probabilmente è dovuta soprattutto alla condizione dell’insulino-resistenza.

Se in condizioni normali di salute, l’apparato digerente divide alcuni degli alimenti che mangiamo in zucchero (glucosio) che viene poi trasportato dal sangue nei vari tessuti corporei dove le cellule lo usano come “substrato energetico” facendolo entrare con l’aiuto dell’insulina, in situazioni di “insulino–resistenza” le cellule non ne sono in grado e il glucosio non può entrare. Il nostro organismo reagisce così rilasciando sempre più insulina per aiutare il glucosio ad entrare nelle cellule, ma il risultato è soltanto eccessivi livelli di insulina e di glucosio nel sangue. Da qui, aumentano i livelli dei trigliceridi e di altri lipidi nel sangue e si stravolge anche il lavoro dei reni, provocando un aumento della pressione arteriosa.

Questi effetti della “insulino-resistenza” aumentano il rischio di sviluppare malattie patologia cardiache, ictus, diabete e altre condizioni.

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Vero è, tuttavia, che di insulino-resistenza si guarisce o tanto meno si può tenere molto facilmente a bada. Correggere l’alimentazione, e di conseguenza dimagrire, è il primo passo fondamentale da fare.

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Alimenti da preferire

Sono da preferire i cibi che hanno un basso indice glicemico:

Alimenti da evitare

Sono da evitare, invece, gli alimenti che possono causare un brusco aumento del livello di glicemia nel sangue:

Infine, sono molto utili tisane che favoriscono l’abbassamento dei livelli dello zucchero nel sangue, a base di:

Germana Carillo

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