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Carne e insorgenza dei tumori: ancora una volta si punta l’attenzione sul cancro al seno. La conferma da un nuovo studio condotto all’Università della Carolina del Nord, negli Stati Uniti.

Pubblicata sul Journal of TheNational Cancer Institute, la ricerca ha evidenziato come consumare tanta carne rossa cuocendola alla brace o al barbecue possa aumentare fino al 23% il tasso di mortalità per le donne sopravvissute a un cancro al seno.

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Il motivo risiederebbe nel fatto che le carni rosse in genere quando cotte ad alte temperature convertono le proteine in ammine eterocicliche (HCA), prodotti chimici che vanno collegati a un certo numero di tumori. In più, a crearsi sono anche gli idrocarburi policiclici aromatici (PAH) che si trovano nel fumo e che si formano in particolare quando il grasso e i succhi delle carni sgocciolano sulla fonte di calore o cottura.

Il fumo che s’innalza dal processo di cottura può andare ad aderire alla superficie della carne e così contaminarla, rendendola potenzialmente cancerogena.

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LO STUDIO - Gli autori dello studio hanno seguito sin dal 1996 ben 1508 donne americane con diagnosi di cancro al seno, focalizzando l’attenzione sul loro consumo di carne di manzo, maiale, vitello, agnello, capra e cavallo cucinata alla brace. Alla fine dello studio sono decedute 597 donne e per il 40% di loro la causa è stata proprio il tumore. Le conclusioni sono state che in caso di un eccessivo consumo di carne cotta alla griglia, le donne incluse nello studio hanno visto aumentare del 23% la loro probabilità di morire a causa del tumore e del 17% la possibilità di morire per altre cause.

I risultati dello studio, quindi, supportano l'ipotesi che un elevato consumo di carne alla griglia, alla brace e carne affumicata possono aumentare la mortalità dopo il cancro al seno.

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In questi casi, come ridurre il rischio di tumore?

Beh, la prima risposta sarebbe semplice: evitare di consumare carne rossa! E magari, anziché grigliare un arrosto, mettere sulla graticola un bel po’ di verdure.

Se proprio non potete farne a meno, però, c’è una serie di accorgimenti che vale la pena seguire:

- Scegliete carne magri e non varietà ad alto contenuto di grassi. Togliete in ogni caso il grasso in eccesso e rimuovete la pelle

- Se fate della carne marinata (meglio se con olio di oliva e limone), usate tagli molto sottili: la carna marinata più spessa, infatti, tende a carbonizzare e, di conseguenza, a far aumentare l’esposizione ai composti cancerogeni

- Se usate carne congelata, tiratela fuori dal freezer molto prima, in modo da ridurre il tempo di cottura

- Cucinate prima e parzialmente la carne e buttate via i succhi prodotti per ridurre il tempo di cottura e il rischio di provocare fiammate e fumo

- Una volta sulla griglia, capovolgete spesso le fettine e tenetele ben distanti dalla brace

- Create una barriera per impedire la fuoriuscita di succhi e produrre fumo nocivo. Per esempio, potete stendere sulla griglia un foglio di alluminio con dei fori oppure preferire la cottura su pietra.

Germana Carillo

 

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