©Shutterstock/Patryk Kosmider

21enne sviluppa un’insufficienza cardiaca per aver fatto abuso di bevande energetiche

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Per due anni ha bevuto quattro bevande energetiche da 500 ml al giorno. Così, uno studente inglese di appena 21 anni ha sviluppato una grave insufficienza cardiaca che l’ha costretto a trascorrere 58 giorni in ospedale. Il giovane è anche finito in terapia intensiva che ha definito “un’esperienza traumatizzante”. Dopo il ricovero in ospedale e sei mesi di cure, il giovane è finalmente tornato alla normalità, ma è probabile che avrà bisogno di un trapianto di rene. 

Prima di essere ricoverato, lo studente aveva iniziato a soffrire di problemi respiratori e perdita di peso. I medici del St Thomas Hospital, che si sono occupati di lui, hanno preso in considerazione più ipotesi, ma alla fine hanno attribuito la sua cardiotossicità al consumo eccessivo di energy drink. 

“Gli esami del sangue, l’ecografia renale e la successiva risonanza magnetica addominale hanno dimostrato una grave insufficienza renale causata da un’uropatia ostruttiva cronica, di vecchia data e precedentemente non diagnosticata.” – spiega il personale medico – Non c’era alcuna storia medica, familiare o sociale significativa, a parte il consumo eccessivo di una bevanda energetica.”

Il giovane, di cui per motivi di privacy non è stata rivelata l’identità, è stato costretto ad interrompere i suoi studi universitari a causa delle sue condizioni critiche di salute. 

“Quando bevevo fino a quattro bevande energetiche al giorno, soffrivo di tremori e palpitazioni cardiache, che interferivano con la mia capacità di concentrarmi sulle attività quotidiane e sui miei studi all’università” racconta lo studente inglese. 

Il giovane ha iniziato anche a soffrire di forti emicranie, che gli impedivano di svolgere anche le attività quotidiane più semplici, come andare al parco o fare una passeggiata. 

Leggi anche: Energy Drink: cosa si nasconde dietro le bevande energetiche?

L’abuso delle bevande energetiche è un problema diffuso (anche tra i ragazzini)

Purtroppo, quello dello studente inglese non rappresenta un caso isolato di abuso di energy drink.

“Il consumo di bevande energetiche è in crescita in tutto il mondo” – evidenziano i medici del Guy’s and St Thomas ‘NHS Foundation Trust. – Tuttavia l’impatto dell’uso eccessivo e cronico di tali prodotti sul sistema cardiovascolare rimane poco conosciuto. Sono state sollevate preoccupazioni su una vasta gamma di potenziali effetti nocivi sulla salute, comprese le disfunzioni cardiovascolari e l’insufficienza cardiaca, sebbene la maggior parte dei consumatori non ne sia consapevole.”

Anche il giovane paziente si è reso conto che c’è ancora poca consapevolezza sul consumo eccessivo di bevande energetiche, ormai vendute praticamente ovunque e spesso senza limiti di età. 

“Credo che siano troppo accessibili ai bambini piccoli” – commenta lo studente  – “Penso che le etichette di avvertenza, simili al fumo, dovrebbero essere realizzate per illustrare i potenziali pericoli degli ingredienti nella bevanda energetica”. 

Da un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università di Cardiff su un campione di oltre 176.000 ragazzini (di età compresa tra gli 11 e i 16 anni) delle scuole secondarie in Galles, è emerso che il 6% degli studenti consuma bevande energetiche quotidianamente. 

Come spiegato dalla dottoressa Kelly Morgan, autrice principale dello studio, l’abuso di energy drink è più diffuso nelle famiglie che presentano status socio-economici più bassi. 

“Le campagne di marketing per le bevande energetiche sono spesso rivolte a persone provenienti da contesti più svantaggiati” sottolinea Morgan. 

Sono sempre di più gli studi che confermano gli effetti devastanti degli energy drink sulla salute, ma ancora continuano ad essere vendute con grande leggerezza nei supermercati e in altri negozi anche ai minorenni. 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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