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L’intolleranza al glutine o gluten sensitivity (da non confondere con la celiachia) è una sindrome di cui si sente sempre più spesso parlare e che coinvolge molte persone alle prese con una serie di sintomi dovuti alla mal digestione della proteina presente in pane, pasta e altri prodotti a base di grano o cereali con glutine.

Per conoscere più da vicino questa problematica abbiamo intervistato il dottor Alessandro Targhetta, medico omeopata ed esperto in intolleranze alimentari che ha da poco pubblicato un libro proprio sulla gluten sensitivity. Per prima cosa ci siamo fatti spiegare cosa si intende per glutine e quali sono i cereali che lo contengono.


COS’È L’INTOLLERANZA AL GLUTINE

Tutti noi conosciamo la celiachia, una malattia di origine autoimmune, pochi invece sono a conoscenza del fatto che si può soffrire anche di “gluten sensitivity” ovvero di sensibilità o intolleranza al glutine, una nuova sindrome che si sta presentando ai giorni nostri e che è molto più diffusa della celiachia (secondo quanto ci dice il dottor Targhetta, si stima che circa un 25% tra adulti e bambini ne soffra).


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I SINTOMI

Ma come possiamo accorgerci della presenza di questa condizione? Il dottor Targhetta ci spiega quali sono i sintomi più frequenti che vede comparire chi soffre di sensibilità al glutine. Si tratta ovviamente in primis di problemi che compaiono nel tratto gastrointestinale ma, purtroppo, la sintomatologia può colpire anche zone molto distanti da stomaco e intestino rendendo più difficile l'individuazione del problema.

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Come avrete capito i sintomi sono molto generici e possono essere confusi con quelli di diversi tipi di patologie, più o meno gravi, è bene quindi valutare con il proprio medico di fiducia se si tratta proprio di gluten sensitivity o di altro.

COME SI DIAGNOSTICA E COSA FARE

Ma come si diagnostica la sensibilità al glutine?


Fortunatamente questo genere di sensibilità è in alcuni casi temporanea e dunque, dopo un periodo in cui viene eliminato completamente il glutine dalla propria alimentazione (di solito 4 settimane ma da valutare caso per caso), si può riprendere piano piano un consumo moderato di alimenti che lo contengono. Importante però affidarsi ad un medico o ad un nutrizionista esperto per avere i giusti consigli da seguire nella fase in cui si interrompe l'assunzione degli alimenti che contengono questa proteina.

Dopo un periodo di eliminazione si procede piano piano a reintrodurre il glutine, una o due volte alla settimana, iniziando da cereali che ne contengono un quantitativo minore (quindi non il grano). Non sempre però questo è possibile, in alcuni casi infatti si attivano degli specifici anticorpi ogni volta che si assume glutine e quindi anche se si è eliminato per un periodo appena viene reintrodotto ricompaiono tutti i sintomi tipici della gluten sensitivity.


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Fortunatamente anche chi deve escludere il glutine dalla propria dieta può contare su cereali o pseudo cereali che non lo contengono. Il dottor Targhetta ci fa un elenco dei più noti.

Vi siete riconosciuti in questa sindrome?

Francesca Biagioli

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