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La tiroidite di Hashimoto è disturbo abbastanza diffuso soprattutto tra le donne. Si tratta di una malattia autoimmune in cui è il corpo stesso ad aggredire la ghiandola che secerne gli ormoni tiroidei impedendogli di produrli in maniera corretta. Seguire una terapia farmacologica è la soluzione sempre consigliata ma è possibile anche aiutarsi seguendo una giusta alimentazione che sostenga il lavoro della tiroide.

La tiroidite di Hashimoto provoca una condizione di ipotiroidismo generando sintomi come stanchezza, debolezza, sonnolenza, problemi a concentrarsi, irritabilità, dolori muscolari, pelle secca, problemi di irregolarità mestruale, caduta dei capelli e accumulo di grasso. È necessario intervenire in quanto, al di là dei sintomi più o meno fastidiosi, la situazione di scarsa produzione di ormoni tiroidei è pericolosa per tutto il corpo dato che queste sostanze regolano diverse funzioni del nostro organismo.

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In caso si soffra di tiroidite di Hashimoto o altri problemi alla tiroide è sempre bene seguire i consigli del proprio medico attenendosi alla terapia fornita. È importante però conoscere quali cibi stimolano e quali invece inibiscono il lavoro della tiroide e possono anche andare ad interferire con i farmaci assunti.

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ALIMENTI CONSIGLIATI

Tra gli alimenti consigliati in caso di tiroidite di Hashimoto ma anche di più generale ipotiroidismo ci sono:

Cibi ricchi di Omega 3

Non solo pesci grassi ma anche olio di lino e olio di canapa e altre fonti vegetali di questi preziosi acidi grassi essenziali sono utili per il funzionamento della tiroide.

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Frutta e verdura di stagione e biologica

Come sempre frutta e verdura di stagione sono una delle scelte migliori che possiamo fare per la nostra salute. Anche in caso di tiroidite si consigliano 5 porzioni al giorno. Ci sono però alcuni ortaggi da evitare o da consumare sporadicamente, ve li segnaliamo tra gli alimenti sconsigliati.

Olio extravergine d’oliva

Viste le sue proprietà, l’olio extravergine d’oliva (di qualità) dovrebbe essere sempre e comunque il condimento principale utilizzato per i nostri piatti. Vanta infatti preziosi grassi monoinsaturi che lo rendono migliore di molti cibi usati per insaporire o cucinare come burro, margarina, strutto, ecc. (a patto che venga utilizzato a crudo).

Zenzero e curcuma

Zenzero e curcuma sono spezie dal grande potere antinfiammatorio che dovremmo inserire più spesso nella nostra alimentazione ad esempio spolverate sopra i cibi o utilizzate per realizzare tisane o frullati insieme a frutta e verdura.

Cibi integrali

Per quanto riguarda i cereali meglio sempre scegliere la variante integrale. Questi sono molto più ricchi di vitamine e sali minerali rispetto a pane e pasta raffinati. Vi consigliamo poi di consumare il più possibile i cereali in chicco (farro, orzo, miglio, avena, quinoa, ecc.) che mantengono meglio le loro proprietà.

Alimenti ricchi in antiossidanti

Si tratta sempre di cibi appartenenti al mondo vegetale che contengono vitamine dal potere antiossidante come la A, la C e la E. Oltre a frutta e verdura possiamo annoverare anche la frutta secca (noci, nocciole, mandorle, ecc.), il germe di grano e erbe aromatiche come prezzemolo, salvia e rosmarino.

Tè verde

Tra le bevande un posto d’eccezione ha il tè verde che contiene polifenoli e svolge dunque un’azione antiossidante.

ALIMENTI SCONSIGLIATI

Gli alimenti sconsigliati comprendono invece quei cibi che contengono zuccheri semplici in eccesso, tutti gli alimenti eccessivamente lavorati e trasformati, la caffeina e l’alcool. Attenzione anche a limitare al minimo i grassi saturi di origine animale tra cui latte e latticini ma anche carni e salumi oltre che ovviamente, i cibi che contengono grassi saturi ed idrogenati (ad esempio prodotti da forno, merendine, patatine fritte, ecc.).

Sarebbe bene anche limitare l’assunzione di glutine prediligendo quindi cereali integrali in chicchi “gluten free”. Per quanto riguarda le verdure sarebbe bene evitare di consumare (o comunque limitare) le verdure della famiglia delle crocifere (cavoli, broccoli, ecc.) assunte crude: queste infatti possono rallentare le funzioni tiroidee. Alcune molecole presenti in questi vegetali possono infatti rallentare il metabolismo dello iodio, tuttavia il problema può essere eliminato proprio grazie alla cottura. Le crocifere non vanno dunque consumate crude, le molecole una volta cotte possono invece essere assunte senza problemi. Attenzione anche a rape,ravanelli, spinaci,fagioli e soia e per quanto riguarda la frutta a fragole e pesche.

Importante anche fare attenzione a individuare eventuali intolleranze alimentari, comuni quelle al glutine, al latte e alla soia. Infine, anche in caso di tiroidite di Hashimoto, è consigliato mantenere un peso corporeo nella norma e fare attività fisica regolarmente.

Francesca Biagioli

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