cibi bambini zucchero

Ridurre il quantitativo di zucchero nei cibi, in particolare in quelli destinati ai bambini. Lo chiede il parlamento europeo come misura che possa essere davvero efficace per combattere l’obesità in età infantile, un problema che si fa sempre più serio in Occidente. 

Secondo quanto consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il quantitativo di zucchero che i bambini non dovrebbero superare è quantificato in meno del 10% del totale di energia. In realtà la maggior parte degli alimenti per bambini ne contiene quantità esagerate (addirittura 3 volte in più di quanto raccomandato, ovvero il 30%). Una situazione senz’altro comoda ai produttori che in questo modo si assicurano alimenti e bevande molto appetibili per i più piccoli ma certamente a scapito della loro salute.

Fortunatamente il parlamento europeo ha recentemente respinto un provvedimento comunitario che avrebbe permesso ai produttori di continuare a riempire di zucchero gli alimenti per bambini. Sembra così che gli interessi delle grandi multinazionali, almeno in questa occasione, abbiano avuto uno stop grazie al lavoro degli europarlamentari.

Così ha commentato il risultato ottenuto il relatore Keith Taylor:

"Il voto di oggi rappresenta un passo importante nel contribuire a garantire che le norme UE in materia di alimenti per bambini siano progettate tenendo nella massima considerazione la loro salute. L'introduzione di tali livelli elevati di zucchero negli alimenti, specialmente in così tenera età, contribuirebbe all'incremento dell'obesità infantile e potrebbe influenzare le preferenze di alimentari dei bambini. In particolare per i neonati e i bambini piccoli, i livelli di zucchero aggiunto dovrebbero essere ridotti al minimo".

Non solo lo zucchero, i deputati del parlamento europeo hanno espresso anche il desiderio di bloccare l’utilizzo di OGM (di cui, si legge nel comunicato diramato, non si conoscono ancora i rischi a lungo termine) e di rendere più chiare le etichette che dovranno sempre specificare che gli alimenti trasformati non sono adatti ai neonati sotto i 6 mesi, per i quali si consiglia invece un esclusivo allattamento al seno.

C’è ancora molto da fare in campo alimentare per garantire maggiore sicurezza e salute ai consumatori, ma stavolta sembra che stiamo sulla strada giusta!

Francesca Biagioli

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