anoressia

Allarme anoressia e bulimia tra le bambine. In occasione della quarta edizione della Giornata del fiocchetto lilla, che si è svolta ieri per combattere i disturbi alimentari, sono emersi dati agghiaccianti: i primi "segnali" di un disturbo del comportamento alimentare possono comparire già nella preadolescenza, tra gli 8 e i 12 anni.

Anoressia nervosa e bulimia nervosa i disturbi più frequenti, malattie quasi esclusivamente femminili che nelle forme più gravi colpiscono rispettivamente circa lo 0,9% e l'1,5% delle donne, mentre il 40% dei disturbi del comportamento alimentare - che solo in Italia interessa 3 milioni di persone - si manifesta tra i 15 e i 19 anni.

Come spiegano i neuropsichiatri dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, l'anoressia nervosa si riconosce da una magrezza eccessiva determinata da un comportamento alimentare sbagliato: in sostanza, la ragazza vuole solo dimagrire o mantenere un peso inferiore a quello previsto per la sua età. Da ciò deriva un controllo ossessivo del proprio peso e delle calorie ingerite. Anche le bambine possono incappare in questo disturbo, in età prepuberale.

Sempre di più, infatti, sono le forme precoci intorno agli 8-9 anni, ma il picco si ha tra i 14 e i 15 anni, in una fase in cui il corpo assume una posizione centrale nell'assunzione della propria identità, e intorno ai 18 anni, età in cui i giovani devono far fronte a una maggiore pressione sociale rispetto le proprie autonomie personali.

E la bulimia nervosa? È quella che porta a ingerire in un breve periodo di tempo grosse quantità di cibo, solitamente molto calorico, accompagnato dalla sensazione di una totale perdita di controllo su ciò che si mangia. Scaturisce da una sostanziale insoddisfazione per il proprio corpo e determina comportamenti di compenso (vomito autoindotto, uso di lassativi e diuretici, intensa attività fisica) per evitare che l'ingestione di troppe calorie causi un aumento del peso. L'età media in cui può comparire questo disturbo è tra i 15-18 anni.

Cosa fare allora? Quelli del comportamento alimentare sono autentici disturbi psichiatrici. da qui, le ragazze e i genitori insieme devono prendere consapevolezza che è necessaria una stretta collaborazione non solo tra di loro, ma anche con psicologi, nutrizionisti, specialisti in medicina interna. Parlarne, insomma, è la prima cura, così come un confronto diretto con degli specialisti.

Ma come la mettiamo con la mancanza di adeguate strutture in Italia. Qui da noi, infatti, c'è un insormontabile deficit sanitario (e ti pareva...) riguardo queste patologie, con solo una quindicina di strutture pubbliche specializzate con un massimo di 20 posti ciascuna. Ciò si traduce in infinite liste di attesa e non tutte ce la fanno a sopravvivere.

Sì, perché, ovvio, queste condizioni portano anche alla morte. E allora, forse, noi genitori, possiamo fermarle un attimo prima?

Germana Carillo

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