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Ormai da parecchi anni le bacche di goji sono diventate molto popolari anche in Italia. Si tratta di quei piccoli frutti rossi originari di Tibet, Cina e Mongolia che da un po’ di tempo vengono coltivati anche nel nostro paese e in altre zone d’Europa, vista la grande richiesta da parte dei consumatori attirati dai vari benefici a livello salutistico che promettono.

Non è raro però che nascano perplessità sulle reali proprietà delle bacche di goji così come sul loro utilizzo, ecco allora le risposte alle domande più frequenti che riguardano questi piccoli frutti:

SONO DAVVERO COSI’ SALUTARI?

Molte delle proprietà che vantano le bacche di goji (varietà Lycium barbarum) sono state provate da diverse ricerche scientifiche. Se vi interessa approfondire l'argomento potete collegarvi al sito PubMed (un database sempre aggiornato sugli studi di tutto il mondo) e fare una ricerca utilizzando le parole chiave: Lycium barbarum o Goji. Detto questo, però, non bisogna neppure considerare questi piccoli frutti come la miracolosa panacea a tutti i mali. Il consiglio sempre valido per stare davvero in salute rimane quello di seguire uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata, ricordandosi che soluzioni semplici e veloci non esistono!

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QUELLE COLTIVATE IN TIBET E CINA SONO PIÙ EFFICACI?

Si ritiene che le bacche della varietà Lycium Barbarum, in particolare quelle provenienti dalla Ningxia (regione autonoma della Cina al confine con la Mongolia) siano in assoluto le migliori. Ciò perché il terreno di quelle zone sarebbe particolarmente ricco di minerali grazie al fatto che lì scorre il fiume Giallo dotato di un fertilizzante naturale particolarmente prezioso per il terreno. Inoltre, molto vantaggioso per il buon sviluppo del goji, è anche il fatto che le bacche vengano coltivate in zone prive di inquinamento e ad alta quota. Vista la grande escursione termica a cui sono inevitabilmente sottoposte, infatti, queste piante nel loro habitat naturale producono particolari sostanze che vanno ad arricchire ulteriormente il contenuto di nutrienti.

IN CHE QUANTITA’ E PER QUANTO TEMPO VANNO ASSUNTE?

La quantità generalmente consigliata va dai 10 ai 20 grammi, ovvero 1 o due cucchiai di bacche al giorno. Per avere benefici è necessario assumerle quotidianamente per almeno 3 o 4 settimane, poi si può scegliere di continuare oppure interrompere e tornare a consumarle dopo qualche tempo, a cicli.

SI POSSONO AUTOPRODURRE?

Ormai tante persone si autoproducono le bacche di goji per uso personale in giardino o nell’orto sul balcone partendo dai semi o acquistando le piantine che si trovano in vendita in alcuni vivai ben forniti, negozi bio o online. L’autoproduzione è divertente e fa senza dubbio risparmiare, c’è però da considerare che non è possibile stabilire l’effettiva qualità delle bacche in termini di nutrienti benefici garantiti invece per le bacche di origine cinese e tibetana (che però di contro non sono certo economiche e neppure a km0).

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SI POSSONO UTILIZZARE PER FORTIFICARE GLI ALIMENTI?

Le bacche di goji possono essere utilizzate in tanti modi, un po’ come il resto della frutta essiccata: ottime ad esempio aggiunte al muesli ma anche semplicemente consumate da sole come spuntino. Esiste in commercio poi la variante in polvere che si può aggiungere a centrifugati e succhi di frutta fatti in casa per renderli ancora più nutrienti e benefici oppure da sciogliere direttamente in acqua. Le vere e proprie bacche infine si possono utilizzare per realizzare in casa delle barrette energetiche perfette come snack di metà mattina o metà pomeriggio. QUI la ricetta.

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SI POSSONO USARE IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO?

C'è chi, avendole provate già prima, anche in gravidanza e allattamento continua a consumare le bacche di goji, ma dato che non si tratta di un cibo indispensabile sarebbe meglio evitare. La gravidanza è un periodo delicato e non si conoscono gli effetti che un consumo regolare di queste piccole bacche può avere su mamma e bimbo quando si è in dolce attesa o in allattamento. Tra l’altro contengono una dose molto alta di selenio e sono un frutto potenzialmente allergizzante.

POSSONO ESSERE ASSUNTE DA CHI È ALLERGICO AL POMODORO?

Le bacche di goji fanno parte delle solanacee al pari di pomodori, peperoni, patate e melanzane. Chi è allergico ad uno o più di questi alimenti sarebbe meglio evitasse di assumere questi frutti in qualsiasi forma in quanto potrebbero sviluppare appunto reazioni allergiche. Ricordiamo che, anche se buone e di gran moda, non è affatto necessario inserire queste bacche nella propria alimentazione, si possono facilmente sostituire con altri cibi dal grande potere antiossidante o “superfood”.

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HANNO CONTROINDICAZIONI?

Ci sono alcuni casi in cui è meglio evitare di assumere le bacche di goji o quanto meno chiedere prima consiglio al proprio medico di fiducia. Le situazioni in cui prestare più attenzione sono quelle in cui si assumono farmaci anticoagulanti o per tenere a bada l’ipertensione dato che alcuni principi attivi di queste bacche potrebbero andare ad interferire con le medicine. Anche in caso di diabete meglio chiedere il parere del proprio medico e, come già detto, evitare anche in gravidanza e allattamento.

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È IMPORTANTE CHE SIANO ESSICCATE AL SOLE?

L’essicazione delle bacche è un momento molto importante per garantire la qualità del prodotto. Accertatevi che le bacche di goji che acquistate siano essiccate al sole, in questo modo infatti si mantengono intatte tutte le proprietà in esse contenute. Vista la grande richiesta di questo prodotto spesso si trovano bacche essiccate a livello industriale con delle macchine. Ciò comporta un impoverimento dei nutrienti.

MEGLIO BIOLOGICHE?

Dato che presumibilmente si è scelto di acquistare e consumare le bacche di goji per motivi salutistici, dunque per integrare la propria alimentazione con qualcosa di sano e ricco di nutrienti, è fondamentale che si opti per le produzioni biologiche. Visto che questi piccoli frutti sono in grado di assorbire dal terreno tante sostanze utili che le rendono poi così particolari dal punto di vista nutrizionale è evidente che la presenza di pesticidi chimici andrebbe ad inficiare gli effetti benefici ormai a tutti noti.

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Francesca Biagioli

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