additivi tossici

Attenzione all'elenco di additivi tossici accusati di avere effetti cancerogeni che circola sul web. Il documento conterrebbe numerosi errori. La tabella dei presunti additivi tossici che periodicamente torna a circolare su siti e social network viene attribuita - erroneamente - al CRO (Centro di Riferimento Oncologico) di Aviano, che è intervenuto per chiarire la situazione.

Prima di tutto è bene ricordare che gli additivi alimentari sono sostanze che vengono aggiunte intenzionalmente ai prodotti nelle fasi di produzione, trasformazione, trattamento, trasporto o imballaggio. Vengono utilizzati per rendere gli alimenti più sicuri e per mantenere più a lungo le loro caratteristiche nel corso del tempo. Pensiamo, ad esempio, ai conservanti.

È poi una scelta del consumatore decidere se acquistare oppure no alimenti confezionati e di produzione industriale che contengano additivi. Come ricorda il CRO, nel 1996 l'Italia ha recepito le direttive europee che riguardano l'uso degli additivi nell'industria alimentare. Sull'etichetta del prodotto può apparire il nome proprio della sostanza o un numero preceduto dalla lettera "E". Tutti gli additivi devono essere inclusi nella "lista positiva" stilata dal Comitato Scientifico dell'Unione Europea. A parere del CRO, possiamo stare tranquilli. E davvero così?

Nel complesso, secondo il CRO gli additivi non possono essere accusati di pericolosità e tossicità, soprattutto perché la legislazione europea è volta a tutelare la salute dei consumatori e impone di rispettare precisi limiti di impiego. Il caso del documento in questione rappresenterebbe una delle tante pubblicazioni non autorizzate e non validate scientificamente che elencano prodotti e sostanze ritenute tossiche.

Ad esempio il documento che vedete nella foto in alto indica l'additivo E330 come il più pericoloso in assoluto, mentre si tratta semplicemente dell'acido citrico, che è presente in numerosi alimenti, come la frutta fresca e gli agrumi, e che viene utilizzato dall'industria alimentare come antiossidante.

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Altri errori all'interno del documento riguarderebbero la presenza di additivi catalogati come coloranti quando in realtà non lo sono, come l'E200 che è un conservane e l'E402 che è un addensante. Inoltre lo stesso documento conterrebbe additivi che in realtà non esistono.

Facciamo dunque sempre la massima attenzione ai documenti, alle infografiche e alle tabelle con messaggi allarmistici che circolano sul web e cerchiamo ogni volta di risalire alle fonti. Il fatto che il documento in circolazione sia una bufala, però, non nobilita di certo gli alimenti e gli altri prodotti industriali che contengono molti additivi tra coloranti, conservanti e altre sostanze.

Per ognuno di essi esistono di solito alternative più naturali: ad esempio scegliere pomodori freschi per preparare il sugo anziché affidarsi ad un prodotto confezionato. Cerchiamo, inoltre, di orientarci sempre al meglio leggendo bene le etichette per evitare rischi di allergie e intolleranze. E, infine, con un'alimentazione che si basi soprattutto su prodotti freschi, evitare qualsiasi tipo di additivo, in caso di dubbio, è davvero molto semplice e consumare prodotti confezionati, che contengano addittivi, non è di certo obbligatorio anche se ne viene confermata la sicurezza.

Marta Albè

Fonte foto: altroconsumo.it

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