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La dieta vegetariana tiene a bada la pressione arteriosa. Se soffrite di ipertensione mangiate meno carne o eliminatela del tutto. Insomma, diventate vegetariani e addio agli apparecchi per misurare la pressione e a pillolette varie!

La soluzione è dietro l'angolo: via carne rossa delle nostre tavole, colpevole anche di raddoppiare il rischio di infarto, diabete e cancro.

A sostenerlo con forza è uno studio pubblicato su Jama e realizzato da alcuni ricercatori giapponesi in collaborazione con i colleghi del Physicans Committee for Responsible Medicine di Washington.

Il team ha analizzato i dati raccolti da 39 precedenti ricerche: 7 studi clinici e 32 studi osservazionali per un totale di 21.604 partecipanti, di cui sono stati confrontati i risultati in termini di pressione sistolica (la "massima"), di pressione diastolica (la "minima") e di alimentazione.

Secondo i dati delle analisi, per quanto riguarda i valori contenuti negli studi clinici i vegetariani presenterebbero valori medi di pressione sistolica inferiori rispetto agli onnivori di 4,8 mm di mercurio (mmHg) e valori medi di pressione diastolica inferiori di 2,2 millimetri. Nei 32 studi osservazionali, invece, la differenza sale a -6,9 mmHg per la sistolica e a -4,7 millimetri di pressione diastolica.

"La nostra analisi ha trovato che le diete vegetariane possono abbassare la pressione sanguigna in modo molto efficace, e la prova di questo è ormai definitiva", ha detto Yoko Yokoyama principale autrice della revisione e ricercatrice alla National Cerebral and Cardiovascular Center di Osaka, in Giappone.

Non mangiare carne e non solo. I ricercatori spronano affinché nelle nostre diete vengano anche inseriti più alimenti di origine vegetale, in genere poveri di grassi e ricchi di fibre, che hanno la preziosa caratteristica di tenere sotto controllo il peso, abbassare il colesterolo e la glicemia. In più, gli alimenti vegetali "sono spesso a basso contenuto di sodio e sono ricchi di potassio e il potassio abbassa la pressione sanguigna", afferma Yokoyama.

E ricordatevi che ancora non basta! La pressione sanguigna va di pari passo col consumo del sale: non aggiungerlo per niente a ciò che mangiamo è una favore che facciamo a noi stessi e al nostro sangue.

Infine, guardiamo anche all'ambiente. Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal, diminuire il consumo di carne significherebbe non solo tenere un occhio di riguardo per la nostra salute, ma anche determinare il taglio delle emissioni di 28 milioni di anidride carbonica all'anno (dato riguardante solo l'Inghilterra).
Si contribuirebbe in questo modo ad una riduzione dell'effetto serra, causato dalla deforestazione a favore di nuovi pascoli e dagli allevamenti intensivi di bovini. Quindi, pronti a diventare vegetariani tutti entro il 2050?

Germana Carillo

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