miele polline ogm

La presenza di polline Ogm nel miele non dovrà essere indicata obbligatoriamente in etichetta. Il Parlamento Europeo si è espresso in larga maggioranza al riguardo. Secondo il testo che ha ricevuto il via libera a Strasburgo, il polline deve essere considerato un componente naturalmente presente nel miele e non un ingrediente.

Se il polline per legge non è un ingrediente, ne consegue che gli apicoltori dovranno etichettare il miele come contenente Ogm soltanto se la quantità del polline geneticamente modificato supererà lo 0,9% del totale. Dato che difficilmente la presenza di polline risulta superiore alla soglia indicata, probabilmente non sapremo mai se il miele proveniente dall'estero conterrà degli Ogm.

Infatti, secondo quanto comunicato dal Parlamento Europeo, il polline di norma rappresenta soltanto lo 0,5% della massa totale del miele venduto come prodotto confezionato. Il problema del polline Ogm non riguarderebbe il miele italiano, ma soltanto i prodotti provenienti dall'estero.

Secondo quanto comunicato dalla Coldiretti, dato che in Italia la coltivazione di Ogm è vietata, non vi sarebbe il rischio di contaminazioni Ogm per il miele prodotto nel nostro Paese. La questione riguarda i Paesi europei ed extra-europei in cui le coltivazioni Ogm sono ormai presenti. Il polline proveniente da coltivazioni geneticamente modificate può propagarsi altrove, oltre che rientrare tra gli ingredienti del miele.

Sono giunte immediatamente forti critiche da parte della Coldiretti per quanto riguarda la decisione del Parlamento Europeo. Il testo è stato adottato con 430 voti a favore, 224 contrari e 19 astensioni. Secondo la Coldiretti, si tratta di un orientamento preoccupante, perché la coltivazione di un campo Ogm è in grado di determinare la contaminazione del miele attraverso il trasporto del polline da parte delle api.

I consumatori non dovrebbero preoccuparsi per il miele prodotto in Italia. Il miele italiano non è Ogm ed è immediatamente riconoscibile grazie alla presenza dell'etichettatura obbligatoria con indicazione del Paese d'origine. Il miele proveniente dall'estero, invece, potrebbe contenere polline Ogm a nostra insaputa. Si tratta di un vero e proprio passo indietro nella tutela dei diritti dei consumatori, che dovrebbero sempre conoscere esattamente gli ingredienti e le sostanze contenute nei prodotti alimentari acquistati.

Il pericolo maggiore, secondo la Coldiretti, riguarderebbe il miele proveniente dalla Cina e da altri Paesi extra-europei, dove le coltivazioni Ogm sarebbero ormai estese. L'Italia importa oltre la metà del proprio fabbisogno di miele e 2 milioni di chili del prodotto proverrebbero proprio dalla Cina. Nel dubbio, per tutelarsi dalla presenza di polline Ogm, chi consuma miele dovrebbe scegliere prodotti italiani, ancora meglio se bio.

Marta Albè

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