carne rossa intestino

Siamo quello che mangiamo. Questa frase non è semplicemente un aforisma che gira sul web ma una realtà con la quale dobbiamo scontrarci tutti i giorni a scapito della nostra salute. Un assioma che possiamo sperimentare in prima persona modificando le nostre abitudini alimentari sbagliate e verificandone i benefici su noi stessi.

A questo proposito dall’Università di Harvard arrivano i risultati di un nuovo studio pubblicato su Nature che mostrano come una dieta ricca di carne e latticini porti ad alterare in maniera molto rapida la flora, ovvero i microrganismi, presenti nel nostro intestino. In realtà, a detta dei ricercatori, gli effetti di questi cibi sono immediati sul nostro intestino in cui, a seguito dell'assunzione di questi cibi, viene a modificarsi il numero e le tipologie di batteri presenti.

Per arrivare a questa conclusione gli scienziati hanno selezionato un gruppo di volontari a cui hanno fatto consumare per alcuni giorni una dieta a base di carne e formaggio, per poi passare invece, dopo una pausa di alcuni giorni, ad una dieta ricca di fibre a base vegetale per monitorare l’effetto di questi due “stili alimentari” sulla flora batterica analizzando i batteri presenti nell’intestino, prima, durante e dopo ogni dieta.

Quello che hanno notato è che entro due giorni dopo il consumo di cibi di origine animale i batteri delle specie Alistipes, Bilophila e Bacteroides erano aumentati e campo libero avevano anche batteri, funghi e virus presenti nei cibi ingeriti che avevano colonizzato rapidamente l'intestino. Risultato dunque? Un intestino più infiammato.

Lawrence David, microbiologo che ha partecipato alla ricerca, ammette che la dieta a base di carne e formaggio fornita ai volontari era estrema (colazione, pranzo e cena erano sempre a base di proteine animali), tuttavia, sembra aver dipinto un quadro chiaro del risultato che ha sul nostro organismo una dieta ricca di carne e formaggio.

A commentare la notizia è stato tra l’altro il dottor Purna Kashyap, gastroenterologo per la Mayo Clinic del Minnesota che ha specificato meglio l’importanza di questa scoperta facendo però un importante appunto riguardo ai batteri individuati: “Questi batteri sono membri di una comunità che ha vissuto in armonia con noi per migliaia di anni. Non si può semplicemente scegliere uno dei membri di tutta questa squadra e dire che è cattivo. La maggior parte dei batteri nell'intestino sono qui per il nostro beneficio, ma se trovano l'ambiente giusto, possono mettersi contro di noi e causare malattie".

Dunque la chiave del discorso sta appunto nel non far trovare l'ambiente adatto ad una riproduzione eccessiva o all'attecchimento di altri microrganismi ben più pericolosi. Il dottor Kashyap ha poi continuato “vogliamo guardare alla dieta come ad un modo di trattare i pazienti. Questo studio dimostra che gli interventi dietetici a breve termine possono cambiare la composizione e la funzione microbica” e questo può aprire le porte allo sviluppo nel trattamento delle malattie gastrointestinali.

Francesca Biagioli

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