Gli esseri umani stanno diventando sempre più carnivori. Il movimento globale delle diete più ricche di carne che danneggiano ambiente, salute e animali, è guidato dalle principali economie emergenti, Cina e India in testa.

Sono stati i ricercatori francesi a scoprire il "significativo" legame tra gli indicatori di sviluppo della Banca Mondiale e l'aumento di coloro che mangiano carne in diversi Paesi, analizzando le relazioni tra le condizioni ambientali, sanitarie socio-economiche e il cambiamento delle abitudini alimentari. Nel complesso, gli esseri umani potrebbero diventare sempre più carnivori, ma lo studio ha anche trovato che non possono essere considerati predatori.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica PNAS, esamina ciò che la gente mangia nei diversi Paesi e, per la prima volta, calcola anche il livello trofico degli esseri umani - una misura in ecologia che rivela il nostro posto nella catena alimentare. Le piante e le alghe sono al livello trofico uno, in quanto creano il proprio cibo, mentre gli erbivori sono di livello due e gli animali che mangiano gli erbivori sono a livello tre. I carnivori che mangiano carnivori sono la popolazione più piccola e vengono classificati a livello trofico quattro, mentre i carnivori con pochi predatori, come gli orsi polari o leoni, occupano il livello cinque.

Sylvain Bonhommeau, dell'Istituto francese di ricerca per lo sfruttamento del mare, che ha guidato la ricerca, spiega che il livello trofico umano (HTL) globale è di 2,21. Questo valore è aumentato nel tempo, in linea con la tendenza globale verso una dieta più elevata nel consumo di carne. Gli HTL nazionali, invece, sono compresi tra 2,04 e 2,57 e riflettono una vasta diversità di dieta, anche se l'analisi dei cluster dei paesi con tendenze alimentari simili rivela solo cinque gruppi principali.

La popolazione di Cina e India, che ha tradizionalmente una dieta ricca di piatti a base di riso, sta diventando via via più ricca e ha quindi fatto registrare marcati aumenti nei livelli trofici, dal momento che consuma sempre più carne. Tuttavia, in posti come l'Islanda e la Mongolia, dove le persone hanno una forte e pesante tradizione di consumo di carne, pesce e latticini, sono aumentati i consumi di gruppi di alimenti che ora è più facile reperire.

Di conseguenza, qui le persone stanno mangiando un po' meno carne rispetto a prima. I ricercatori ritengono che il loro studio aiuterà gli scienziati a capire meglio l'impatto umano sulle risorse e il consumo di energia. Bonhommeau, però, avverte: se gli esseri umani aumentaranno ancora il livello trofico, ci saranno conseguenze ancor più devastante sugli ecosistemi.

Roberta Ragni

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