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Latte in polvere, attenzione al botulismo. Le contaminazioni alimentari relative ai prodotti industriali colpiscono il latte formulato per l'infanzia. Il colosso dei latticini neozelandese Fonterra, uno dei maggiori esportazioni mondiali, ha individuato la presenza del batterio in grado di causare il botulismo in latte in polvere e bevande energetiche. Ritirati prodotti a marchio Danone.

Dopo la comunicazione della contaminazione da parte di Fonterra, Pechino ha ordinato il ritiro di alcuni prodotti a marchio Danone ed ha deciso di bloccare almeno parzialmente le importazioni di latte in polvere, secondo quanto riportato dalla Reuters. La contaminazione delle materie prime impiegate per la produzione di derivati del latte riguarda prodotti per l'infanzia e bevande energetiche che sono stati esportati verso Arabia Saudita, Malesia, Thailandia, Cina e Vietnam.

Tra le multinazionali che hanno acquistato prodotti contaminati troviamo la francese Danone e la cinese Wahaha. Fonterra ha espresso le proprie scuse per l'allarme creatosi in merito alle contaminazioni che potrebbero provocare botulismo ed ha respinto le accuse del premier neozelandese Jon Key, secondo cui l'azienda neozelandese avrebbe dato annuncio con ritardo dell'accaduto.

Il premier neozelandese ha accusato Fonterra di aver reso noto soltanto negli ultimi giorni di aver venduto, già lo scorso anno, proteine del siero di latte concentrate prodotte in Cina, Malesia, Arabia Saudita, Thailandia, Vietnam e Nuova Zelanda. Secondo quanto rivelato dal premier Key, già nei mesi scorsi nel siero concentrato utilizzato per produrre bevande e latte in polvere per neonati sarebbe stata identificata la presenza del batterio Clostridium botulinum, in grado di causare il botulismo.

Le scuse espresse da parte di Fonterra non sembrano dunque risultare sufficienti, anche se accompagnate da affermazioni che ribadiscono la sicurezza dei prodotti dell'azienda. Il premier neozelandese si domanda perché Fonterra non abbia segnalato le irregolarità rilevate sui propri prodotti già nel maggio del 2012. Il comportamento dell'azienda, a parere del premier, mette a rischio un giro d'affari basato sulla salute e la fiducia dei consumatori. Un'ulteriore riprova di come spesso le aziende alimentari badino al mero profitto e non siano interessate alle conseguenze per i consumatori dell'impiego di prodotti né sicuri né tantomeno salutari.

Marta Albè

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