Pesto botulino

Intossicazione da botulino. In Liguria circa 30 persone sono state ricoverate presso vari ospedali per sospetta intossicazione da botulino nel corso del weekend. Esse avevano mangiato tutte del pesto prodotto e confezionato dalla ditta Bruzzone e Ferrari di Genova, per conto di alcune grandi catene di distribuzione.

Per fortuna non è stato accertato alcun caso di avvelenamento, anche se i sintomi erano quelli di un'intossicazione, tra cui mal di pancia e mal di testa. Alcune persone hanno già fatto ritorno a casa.

Ma cos'è accaduto? La partita 'sospetta' di pesto è stata venduta presso alcune grandi catene di distribuzione, come Conad ed Esselunga. Come segnalato da un comunicato del Ministero della Salute, il pesto riportava la data di scadenza 9 agosto 2013 ed il numero di lotto 13G03. La ditta ha immediatamente disposto il ritiro del prodotto in commercio, spiega il Ministero.

Sono partiti anche gli accertamenti delle ASL per valutare l’estensione dell’allerta sul territorio regionale ed extra regionale ma, al momento, secondo il Ministero “non si può escludere la possibilità che alcuni vasetti possano già aver raggiunto il frigorifero di qualche ignaro consumatore”.

Occhi aperti dunque, perché la tossina prodotta dal clostridium botulinum è un veleno molto potente che può anche causare la morte di chi lo ingerisce. Per questo, le autorità hanno invitato i consumatori che hanno acquistato il pesto della ditta Bruzzone e Ferrari a non consumare il prodotto e a riportarlo presso il punto vendita dov'è stato acquistato: “Sulle merci ritirate saranno disposti ulteriori controlli per valutare l’effettivo rischio sanitario”.

Intanto anche Conad tramite comunicato ha invitato i consumatori a riportare il prodotto. Ecco le informazioni per chi avesse acquistato quel tipo di pesto:

Referenza: Pesto genovese 90 g FRESCO a marchio Sapori&Dintorni CONAD

EAN 80128588

Lotto: 13G03

Da consumarsi entro: 09/08/2013

Prodotto per Conad da: Il Pesto di Prà di Bruzzone e Ferrari s.r.l

La procedura di ritiro è già stata completata, tuttavia invitiamo i clienti ad annotare i codici identificativi riportati sopra al fine di verificare se nel frigorifero di casa siano presenti confezioni di pesto appartenenti al medesimo lotto” conclude Conad.

Francesca Mancuso

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