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I carboidrati fanno bene alla salute e sono necessari a fornire energia al nostro organismo. Gli esperti lo confermano e raccomandano di porre attenzione all'indice glicemico. Un indice glicemico più basso implica una minore quantità di insulina in circolo nell'organismo ed un lavoro più leggero per il pancreas.

Eliminare i carboidrati nel tentativo di dimagrire è sbagliato, ma potrebbe essere utile, soprattutto a chi vuole mantenere la linea, imparare a preferire gli alimenti con carboidratii che presentano un indice glicemico inferiore. L'esempio più semplice? La nostra amata pasta.

La pasta di semola di grano duro, se cotta al dente, presenta un indice glicemico di 45. Questo valore può aumentare se la cottura viene prolungata ed un discorso analogo vale anche per altri alimenti, ad esempio per il riso. Gi esperti suddividono gli alimenti in tre categorie a seconda del loro indice glicemico (IG).

Il valore di riferimento principale per l'indice glicemico è dato dal glucosio, al quale viene attribuito un IG pari a 100. I carboidrati ad IG alto hanno un valore da 70 in su. L' IG medio è compreso tra 56 e 69. Gli alimenti ad IG basso presentano un valore minore di 56. Dunque, la pasta di semola di grano duro cotta al dente ha un IG che può essere considerato basso.

L'indice glicemico misura la rapidità con cui il valore della glicemia nel sangue sale dopo aver assunto un alimento contenente 50 grammi di carboidrati. È bene tenere conto che le farine integrali presentano un IG minore rispetto alle farine raffinate. Tra i cereali con IG più basso troviamo l'orzo.

Un alimento dal comportamento insolito di cui tenere conto sono le patate. Attenzione alla loro cottura. Le patate cotte al microonde hanno un IG di 117, se sono cotte al vapore l'IG è di 93, mentre l'IG di quelle lessate è pari a 77. Per quanto riguarda il riso, il suo IG può essere molto alto, anche di 104, ma se scegliamo il riso basmati, ad esempio, l'indice glicemico è solo di 53.

Uno stratagemma per ridurre l'indice glicemico della propria dieta? Inserire nei propri pasti alimenti ricchi di fibre, come spiega Livia Augustin, esperta del St. Michael's Hospital di Toronto. A suo parere, è bene che nella dieta siano presenti cereali non raffinati e legumi, come fagioli (IG 21-32), ceci (IG 22-34) e lenticchie (IG 42). Le nuove indicazioni sui carboidrati giungono dai massimi esperti internazionali di alimentazione, che hanno firmato il primo Documento Internazionale sull'Indice Glicemico.

Marta Albè

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