peperoni parkinson

I peperoni possono ridurre il rischio di ammalarsi di Parkinson. Lo dicono i numeri. Consumarli due o più volte a settimana infatti ridurrebbe del 30% la possibilità di essere colpiti da questa malattia neurodegenerativa.

A confermarlo un nuovo studio condotto presso la University of Washington di Seattle. Della stessa "famiglia” botanica del tabacco, i peperoni dunque possono essere gli alleati della salute nella lotta al Parkinson.

La patologia, come sappiamo, deriva dalla perdita di cellule cerebrali che producono dopamina. Nelle fasi iniziali, essa è caratterizzata dal classico tremore e dalla difficoltà nel controllare i movimenti. I sintomi iniziali includono infatti oltre al tremore alle mani, rigidità agli arti e problemi di deambulazione. Col progredire della malattia, però, subentrano anche problemi cognitivi e una progressione della demenza. Le fonti alimentari di nicotina possono però avere un effetto protettivo.

In effetti, sebbene alla nicotina possano essere imputati effetti negativi, precedenti studi hanno dimostrato che essa ridurrebbe della metà il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson.

Ma la dott.ssa Susan Searles Nielsen, del Dipartimento di Scienze ambientali ha studiato gli effetti della nicotina dal punto di vista alimentare. “Se il tabacco è effettivamente protettivo, e se il motivo è la nicotina come alcuni studi sperimentali suggeriscono, allora la nostra ipotesi era che le altre piante della famiglia delle Solanacee che contengono nicotina potrebbero essere anch'esse protettive", ha detto. Tra esse i peperoni e pomodori.

I soggetti che hanno preso parte allo studio erano 490 pazienti con nuova diagnosi di malattia di Parkinson ricevuta poco prima e altri 644 soggetti dello studio di controllo non imparentati e non affetti dalla patologia, dunque neurologicamente normali.

Ad essi è stato fornito un questionario per valutare il tipo di alimentazione e l'eventuale uso di tabacco. Esaminando i risultati, gli scienziati di Seattle hanno scoperto che nell'associazione tra il Parkinson e il consumo di alcune verdure, tra cui peperoni, pomodori e patate, i peperoni avevano mostrato la massima protezione. La diminuzione del rischio di malattia inoltre era più evidente con l'aumento del consumo di peperoni soprattutto nei soggetti che non avevano mai fatto uso di tabacco.

Tuttavia, saranno necessari ulteriori studi per confermare definitivamente questi risultati ed esplorare nuove vie per la prevenzione del Parkinson.

La ricerca è stata pubblicata ieri su Annals of Neurology.

Francesca Mancuso

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