scandalo carne cavallo

Scandalo carne di cavallo. La questione della scarsa trasparenza delle etichette e dei processi industriali che interessano la produzione degli alimenti ha ormai toccato anche l'Italia. Dai controlli effettuati dai Nas su 454 campioni prelevati da prodotti commercializzati e/o etichettati cime contenenti carni bovine, 93 sono risultati positivi alla presenza di carne equina superiore all'1% e non dichiarata in etichetta. Coldiretti richiede che vengano fatti i nomi dei 93 prodotti adulterati.

I prodotti a base di carne bovina comunemente in commercio possono comprendere alimenti contenenti tale ingrediente, preparazioni di carne e carni macinate. La presenza di carne equina all'interno di essi avrebbe dovuto essere dichiarata e risultare ben leggibile in etichetta. Così non è stato e le ragioni dell'accaduto necessitano di essere individuate.

Le analisi dei Nas si sono rivolte anche alla ricerca dell'eventuale presenza dell'antinfiammatorio impiegato a livello veterinario fenilbutazone, del quali non sono state ritrovate tracce in alcuno dei prodotti. Le presenti informazioni sono state trasmesse ieri sera alla Commissione Europea da parte del Ministero della Salute, secondo quanto riportato dall'agenzia Ansa.

L'attività straordinaria di controllo è stata condotta da parte dei Nas su tutto il territorio nazionale. L'ordinaria attività di vigilanza e di controllo sulle carni equine provenienti dall'Italia e dall'estero è stata intensificata. La ricerca di fenilbutazone ha riguardato 323 campioni di muscolo equino e 51 campioni di sangue.

Sono risultati 93 i prodotti di carne bovina adulterati per via della presenza di carne equina non dichiarata. È necessario che i nomi degli stessi vengano resi pubblici, secondo quanto comunicato da parte di Coldiretti. Soltanto in questo modo potrà essere fatta chiarezza su di uno scandalo senza precedenti che ha causato la truffa di 30 milioni di consumatori.

Il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, ha sottolineato come non si debba archiviare sbrigativamente un simile inganno globale, che ha interessato 1 prodotto su 5 sulla base della analisi condotte da parte dei Nas. A parere di Coldiretti, tutti i prodotti a rischio dovrebbero essere eliminati dal mercato e dovrebbe essere fatta chiarezza sia sui colpevoli che sulle cause dell'accaduto. Nuovi obblighi riguardanti le indicazioni in etichetta potrebbero scoraggiare i truffatori. Un simile scandalo, che ha coinvolto anche le maggiori multinazionali del settore, non dovrebbe mai più ripetersi, né per la carne né per altri prodotti alimentari.

Marta Albè

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