celiachia

Celiachia, in Italia i casi sono in aumento. Le diagnosi di celiachia nel nostro Paese hanno superato la cifra di 135 mila all'anno, con un incremento progressivo del 10% ogni dodici mesi. Si tratta dei risultati che verranno presentati nel corso del convegno "Pianeta Nutrizione & Integrazione", organizzato da parte della Associazione Italiana Celiachia che si svolgerà il prossimo 17 maggio 2013.

Nella sola regione Lombardia i nuovi casi registrati di celiachia sono risultati ben 23.884 nel 2011, ma la problematica riguarda tutte le regioni italiane. La Lombardia è seguita dal Lazio e dalla Campania, entrambe regioni con oltre 13 mila nuovi casi di celiachia registrati nel 2011. Perché i casi di celiachia sono in aumento e quali sono le cause della malattia? Si tratta di questioni che sarà necessario proseguire ad indagare per una migliore comprensione della stessa.

Nel solo 2011 i casi di celiachia registrati in Italia risultavano nel numero di 600 mila, ma è probabile che fossero molti di più, per via della presenza di individui inconsapevolmente affetti da tale patologia. A scatenare la celiachia sarebbe il glutine, elemento presente in diversi cereali, il quale provocherebbe una reazione immunologia nel nostro organismo.

La celiachia viene definita come una malattia autoimmune e come una intolleranza permanente al glutine, una sostanza proteica presente in cereali come il grano, l'orzo, il kamut, la segale ed il farro, in grado di innescare alterazioni del sistema immunitario e seri danni all'intestiono tenue, con perdita dei villi intestinali, negli individui colpiti da essa.

Al momento gli esperti indicano come necessaria la presenza di una predisposizione genetica che porti all'innescarsi dei meccanismi immunologici patogenici tipici della malattia. Il glutine viene definito dagli esperti come l'elemento scatenante della patologia. Nonostante la predisposizione genetica però, la comparsa della celiachia non avviene alla nascita, ma nel corso della vita, a qualsiasi età.

Secondo quanto dichiarato a "La Stampa" da parte del professor Umberto Volta, responsabile della struttura semplice di malattia celiaca e sindromi da malassorbimento al Policlinico Sant'Orsola Malpighi di Bologna, alcuni fattori ambientali possono svolgere un ruolo determinante nello scatenamento della malattia. Tra di essi vengono indicati: infezioni da parassiti, gastroenteriti di natura batterica, infezioni da Adenovirus o da Rotavirus e da altri ceppi virali.

L'esperto indica ulteriori fattori ambientali in proposito, i quali possono provocare lo sviluppo della celiachia in soggetti geneticamente predisposti. Tra di essi vengono segnalati lo stress legato a gravi dispiaceri come i lutti famigliari, alla fase del puerperio a seguito della gravidanza e ad interventi chirurgici.

La celiachia, nei soggetti predisposti geneticamente, può dunque comparire in qualsiasi fase della vita ed il suo sopraggiungere potrebbe essere stimolato dai fattori esterni indicati. Conclude infatti il professor Volta: "è chiaro che tutto ciò non fa altro che confermare che per il manifestarsi della patologia è necessario un habitus genetico ben definito su cui agiscono fattori ambientali in grado di far insorgere la celiachia in qualsiasi età della vita, anche in quella geriatrica".

Rimane un ultimo dubbio: tra OGM e celiachia potrebbe essere presente un legame?

Marta Albè

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