Plastic tax: l’Italia rinvia per l’ennesima volta l’entrata in vigore della tassa sulla plastica usa e getta

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No, la famigerata plastic tax non entrerà in vigore neanche il prossimo anno. La tassa relativa ai prodotti in plastica monouso è sta rimandata ancora e questo nuovo rinvio è l'ennesima sconfitta per l'ambiente...

Ecco che ci risiamo. In Italia l’entrata in vigore della cosiddetta plastic tax è slittata nuovamente, e non di qualche mese, ma di un altro anno. Lo prevede la Manovra varata dal Governo Meloni, che ha rinviato anche la sugar tax.

Di tassa sulla plastica si parla dal 2019 ed è stata istituita dalla Legge di Bilancio del 2020. Originariamente la tassa, che si rifa alla Direttiva europea n. 2019/904/UE sui prodotti in plastica monouso, sarebbe dovuta entrare in vigore a luglio di quell’anno, ma è stata poi rimandata al gennaio 2021 per poi essere rimandata all’anno successivo e infine al 2023. Ma neanche il prossimo anno sarà attuata. Ci toccherà attendere il 2024 (e di questo passo non c’è da starne certi).

“Se proseguiranno gli attuali orientamenti dell’esecutivo, già tradotti in atti concreti col recente rinvio della plastic tax, il nostro Paese volterà le spalle al mare e all’ambiente, continuando a dare nuova linfa a un settore inquinante ancorato su logiche produttive che appartengono al passato” commenta con l’amaro in bocca l’associazione Greenpeace.

L’ulteriore rinvio rappresenta un autogol per la lotta all’inquinamento provocato dalla plastica monouso.

Leggi anche: Divieto plastica monouso in vigore da oggi: la lista dei prodotti che spariscono

Cosa prevede la plastic tax

Ma in cosa consiste la plastic tax e perché la sua entrate in vigore è così importante? Si tratta di un’imposta del valore fisso di 0,45 centesimi di euro per ogni chilo di prodotti di plastica usa e getta venduto.

Una mossa che ha l’obiettivo di colpire quelle aziende (e di conseguenza anche i  consumatori) che producono oggetti che rientrano nella categoria MACSI (acronimo che sta per “imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego”), ovvero quei manufatti realizzati in materiali plastici concepiti per un singolo uso e che quindi non possono essere più riutilizzati, ad esempio le bottiglie di plastica.

Fra questi rientrano articoli usa e getta destinati a “contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci” e “prodotti alimentari (anche in forma di fogli, pellicole o strisce)”. Dalla tassa sono esonerati i manufatti in plastica compostabile e i dispositivi che rientrano nel settore medico.

L’obiettivo della plastic tax è facilmente intuibile: scoraggiare le ditte a produrre oggetti in plastica (materiale altamente inquinante) e disincentivarne l’acquisto fra i consumatori. Ma, evidentemente, per il nostro esecutivo non è una priorità…

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Fonti: Gazzetta Ufficiale/Greenpeace 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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