Cibi sfusi: la mini guida per comprare alla spina (e dire addio alla plastica) senza sbagliare

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Alcuni consigli per acquistare al meglio cibi e altri prodotti alla spina, contribuendo a limitare l'utilizzo di plastica

Ecco il carrello smart per la spesa

Siamo sommersi dalla plastica e purtroppo è davvero difficile, facendo la spesa in un comune supermercato, evitare di comprare cibi o altri prodotti confezionati in imballaggi inquinanti. Ma la soluzione esiste ed è molto semplice: acquistare alla spina, non solo alimenti ma anche detersivi, bagnoschiuma, cibo per animali e altro.

I buoni motivi per comprare sfuso sono molti e li avevamo già riassunti in un precedente articolo: Prodotti sfusi: 10 motivi per comprare alla spina.  Oggi vogliamo darvi invece qualche semplice suggerimento per fare un’ottima spesa sfusa.

Partiamo dalla scelta dei negozi.

Individuare i negozi per la spesa sfusa nella propria zona

Negli ultimi anni i negozi che vendono prodotti sfusi sono aumentati e, soprattutto se vivete in una grande città, non avrete difficoltà a trovarne. Considerate inoltre che alcuni effettuano anche consegne a domicilio, dunque se vi occorre potete sfruttare anche questa possibilità.

Su Sfusitalia potete trovare i negozi più vicini a casa vostra che vendono diversi prodotti alla spina. Si tratta principalmente di 5 categorie di sfusi: alimentari, cosmetici, animali, per la casa, erboristica. 

Considerate inoltre che anche alcune catene di supermercati, come Aldi, hanno iniziato a mettere all’interno dei loro negozi alcuni prodotti sfusi. Leggi anche: La catena di supermercati Aldi sperimenta la spesa sfusa per ridurre gli imballaggi di plastica

Contenitori

Quando acquistiamo dei prodotti sfusi abbiamo bisogno di contenitori idonei al confezionamento, che ovviamente varieranno a seconda del prodotto da acquistare. Si può trattare di buste di carta, scatole di cartone, barattoli di vetro, sacchetti in cotone o corda, bottiglie.

Per detersivi e saponi per il corpo si possono usare taniche di diversi materiali o vecchi flaconi ormai vuoti.  Importante è che i contenitori siano sempre ben lavati e asciutti.  

Nel caso non si abbiano a disposizione dei contenitori, si può sempre acquistarli la prima volta nel negozio di prodotti sfusi da cui ci serviremo.

E per quanto riguarda il cibo? Anche in questo caso possiamo portare i nostri contenitori da casa? L’abbiamo chiesto ad Ottavia Belli, fondatrice di Sfusitalia. Ecco cosa ci ha detto:

Sì, si possono portare barattoli di vetro, sacchetti di stoffa ma anche contenitori di plastica riutilizzabile. La questione del contenitore portato da casa è più ostica per quanto riguarda i cosmetici e i detersivi, non tutti i negozi permettono di portare i propri perché lo spessore del contenitore deve essere proporzionale al contenuto che andrà poi inserito al suo interno. Se si tratta di un detersivo, ad esempio, non può essere sottile. In questi casi va acquistato un contenitore la prima volta che poi ovviamente si può riportare utilizzando sempre quello anche le volte successive.

Attenersi alle regole del negozio

Spesso, soprattutto nel caso si voglia acquistare alimenti sfusi, vi sono ferree regole da seguire per garantire l’igiene e la sicurezza dei consumatori. Ad esempio, possono essere presenti pinze o mestoli dedicati ad ogni singolo prodotto che non vanno assolutamente scambiati o sovrapposti tra di loro (non a caso spesso sono legati al contenitore in modo che non possano essere in alcun modo spostati). 

Ricordatevi dunque che lo stesso utensile non può essere usato per diversi prodotti, non solo per motivi igienici ma anche per evitare l’eventuale trasporto di allergeni da un cibo all’altro. 

Evitare sprechi facendo attenzione al momento in cui ci serve

Dato che i prodotti non sono confezionati ma sfusi, nel momento in cui li mettiamo nel nostro contenitore rischiamo per disattenzione o altro di perderne una parte. Uno spreco che possiamo evitare, magari chiedendo ad un commesso di aiutarci, ad esempio se siamo in compagnia di bambini piccoli e non possiamo dedicare la nostra completa attenzione all’acquisto. 

Anche un dosaggio errato in eccesso può essere un problema, si rischia infatti che i prodotti (soprattutto alimentari) vengano poi buttati, in quanto non sempre per motivi igienici possono essere rimessi in vendita. 

Quindi, per quanto possibile, facciamo attenzione ad acquistare la quantità corretta di prodotto, quella che realmente potremmo consumare o utilizzare una volta arrivati a casa. 

Le regole più importanti per fare una buona spesa sfusa

Ottavia Belli ci ha dato anche alcuni consigli per fare una perfetta spesa sfusa:

  • Partire dalle basi: acquistare in primis frutta e verdura, cosa che oggi non è più scontata.
  • Evitare ogni volta che è possibile le buste di carta: molte persone pensano che sia una buona cosa mettere la spesa sfusa nelle buste di carta, dimenticando che la carta è una risorsa molto preziosa. Meglio quindi usare i sacchetti di stoffa che si possono riutilizzare all’infinito e tenere tutti insieme in una pochette con la zip.
  • Dare importanza al contenuto: non è solo il contenitore la cosa importante ma è fondamentale il contenuto che deve essere un prodotto naturale, locale, di stagione.
  • Programmare: perché andare due o tre volte a settimana in un negozio che vende sfuso magari non è possibile. Ci si può organizzare settimanalmente valutando quante volte si mangerà a casa, stilando un ipotetico menù, ecc.
  • Stare al passo con le novità: la cosa bella del mondo dello sfuso è che si trovano da acquistare sempre nuovi prodotti. Ora ad esempio la novità è il vino nelle cosiddette bag in box, comode e leggere da trasportare, una soluzione innovativa.
  • Tenere sempre i sacchetti di stoffa con sé, in borsa, in macchina, ecc.: in modo da non dover tornare a casa a prendere barattoli o altri contenitori. In questo modo ci si può fermare a fare la spesa sfusa in qualunque momento.

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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