Aumento dei prezzi di farina, olio e gas: non sempre è giustificato (e in Italia?)

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Farina, olio, caffè, carta igienica e gas sono solo alcuni tra i prodotti che hanno registrato rilevanti aumenti di prezzo nelle ultime settimane in Svizzera (e non solo). La rivista K-Tipp ha analizzato questi aumenti scoprendo che la gran parte sono del tutto ingiustificati. La stessa cosa avviene anche in Italia?

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La rivista dei consumatori svizzeri K-Tipp si è occupata di un problema estremamente attuale e spinoso: l’aumento dei prezzi di molti prodotti di uso comune tra cui farina, olio, caffè e gas. Ma questi rincari sono davvero inevitabili e sempre giustificati?

Secondo i rivenditori sì. L’Amministratore delegato di Migros (nota catena di supermercati svizzeri) Fabrice Zumbrunnen in merito a questa questione ha dichiarato:

Dall’autunno ci troviamo di fronte all’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia. La guerra in Ucraina ha esacerbato la situazione.

Ma è davvero così? Per capirlo K-Tipp ha esaminato una serie di prodotti venduti da Coop (elvetica), Ikea, Landi, Lidl, Migros, Galaxus e altri rivenditori, per vedere se e dove, tra gennaio e aprile, vi sono stati aumenti non giustificati.

Come si legge sulla rivista svizzera:

A tale scopo K-Tipp ha utilizzato i prezzi alla produzione e all’importazione dell’Ufficio federale di statistica. Esempio: nel caso della farina, il prezzo alla produzione indica la quantità di denaro che i mulini in Svizzera ricevono dai panifici per la loro farina.

Curiosi di conoscere i risultati?

Gli aumenti ingiustificati

K-Tipp ha trovato 36 prodotti per i quali i prezzi al dettaglio sono aumentati più di quanto il produttore o i prezzi di importazione giustificherebbero. In alcuni casi, le maggiorazioni sono di molte volte superiori agli aumenti di prezzo dei produttori, come si può vedere dalle seguenti tabelle.

aumento prezzi cibo ktipp

aumenti prezzi tabelle

©K-Tipp

Alcuni esempi concreti?

  • Lidl ha aumentato di 70 centesimi il prezzo dell’olio di colza “Vita d’Or” (che arriva dalla Germania), con un rialzo del 28,1% ma questo non è giustificato in quanto il prezzo all’importazione dell’olio di colza è aumentato solo del 3,6%.
  • Coop e Migros vendono alcuni tipi di spaghetti e altra pasta con prezzi fino a un terzo in più rispetto all’anno scorso ma il costo di produzione è rimasto quasi invariato.

Vari supermercati hanno aumentato anche il prezzo del pane, tra questi Lidl che per il suo “Panellino” ha previsto un rialzo del 9,2% ma Fritz Glauser, presidente dell’Associazione dei produttori di cereali, sull’aumento del costo del pane ha dichiarato:

Non può essere a causa del grano che il pane sta diventando più costoso. I contadini svizzeri vendevano costantemente i loro chicchi di pane ai mulini per circa 50 franchi ogni 100 chilogrammi. E il prezzo del grano importato è appena aumentato perché il governo federale ha abbassato le tariffe protettive.

Secondo Glauser, la farina rappresenta in media meno del 20% del prezzo al dettaglio del pane. Oltre l’80% è rappresentato invece dai costi di imballaggio, trasporto, personale e pubblicità, nonché dal margine dei rivenditori.

I supermercati giustificano gli aumenti con la situazione generale che comprende, a seconda dei casi, maggiori costi di trasporto ed energia, mancanza di container, la scarsità dei raccolti dello scorso anno, l’aumento dei costi di imballaggio oltre che l’aumento dei prezzi delle materie prime.

E per quanto riguarda il gas e il gasolio da riscaldamento?

K-tipp segnala che, in Svizzera, 3000 litri di gasolio da riscaldamento costavano circa 3000 franchi alla Migrol e all’Agrola all’inizio di gennaio ma a fine marzo il costo era passato a 4.200 franchi.

Anche il gas è diventato più costoso: le società Energie 360 ​, Energie Uster ZH e Regio Energie Soletta hanno aumentato i prezzi dal 16% al 27% dal 1 aprile rispetto a gennaio.

Ma, come scrive K-Tipp:

Secondo l’Ufficio federale di statistica, dall’inizio dell’anno il prezzo delle importazioni di petrolio greggio e gas naturale è aumentato solo del 2,9%. Tuttavia, Energie Uster afferma prezzi di acquisto più elevati. Energie 360 ​​scrive che al gas naturale si aggiunge anche il biogas svizzero. Per questo motivo non è possibile confrontare direttamente i prezzi di produzione e di vendita.

Aumenti ci sono stati anche per i pellet che lo scorso anno costavano 320 franchi per una tonnellata (che ora invece costa 474 franchi). L’Associazione dell’industria del pellet di legno giustifica i supplementi con problemi di consegna ma Daniel Lampart, capo economista della federazione sindacale ha dichiarato:

Sono convinto che molte aziende vedano il conflitto in Ucraina come una buona opportunità per aumentare i profitti.

Ed effettivamente questo dubbio sorge e non solo in Svizzera.

E in Italia?

Anche in Italia, tutti ce ne siamo accorti, i prezzi di molti prodotti sono aumentati. Potremmo trovarci in una situazione simile a quella della Svizzera (tra l’altro a noi vicinissima), ovvero potrebbero non essere sempre giustificati?

Non si può negare che alcuni problemi oggettivi esistono e vanno affrontati. Ci ha spiegato ad esempio la situazione che sta affrontando il settore della pasta (prodotta con grano italiano) il presidente della Cooperativa agricola Gino Girolomoni, Giovanni Battista Girolomoni: Perché stanno aumentando anche i prezzi della pasta 100% di grano italiano, ce lo spiega chi la produce

Ma come dicevamo, il dubbio che qualcuno si stia approfittando della situazione per aumentare il proprio margine di guadagno, sorge spontaneo. Pensiamo ad esempio a marzo 2022 quando vi è stato un aumento ingiustificato dei prezzi del carburante e per questo è scattata l’inchiesta della procura di Roma.

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Fonte: K-Tipp

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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