Purificatori d’aria: eliminano davvero le particelle inquinanti? I risultati a sorpresa del nuovo test italiano

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Il Salvagente ha analizzato e messo alla prova l'efficacia di 7 modelli di purificatori d'aria, delle marche più note e acquistate nel nostro Paese. Solo uno è risultato di qualità mediocre

Durante la pandemia i purificatori domestici sono diventati un prodotto molto apprezzato, si tratta infatti di dispositivi elettronici in grado di eliminare dall’aria presente nelle nostre case non solo particelle inquinanti ma anche batteri e virus.

Un aiuto concreto anche per chi soffre di allergie.

Ma tutti agiscono efficacemente nel purificare l’aria ed eliminare l’inquinamento indoor? Per scoprirlo, la rivista Il Salvagente ha analizzato e messo alla prova 7 modelli, tra i più noti e acquistati nel nostro Paese.

Si tratta dei seguenti dispositivi:

  • SAMSUNG AIR PURIFIER AX5000
  • DYSON PURE HOT + COOL
  • PHILIPS AIR PURIFIER
  • MI AIR PURIFIER 3H (XIAOMI)
  • FÖRNUFTIG IKEA
  • YISSVIC AIR PURIFIER K17
  • LEVOIT CORE 200S

Tutti i modelli, come scrive Il Salvagente:

sono stati messi alla prova seguendo le procedure di rilevazione normalmente utilizzate per questo tipo di filtri.

Per purificare l’aria, tutti i dispositivi analizzati utilizzano il filtro Hepa (High efficiency particulate air filter), sistema di filtrazione ad alta efficienza.

Ad essere valutati dagli esperti sono stati in particolare:

  • la capacità di filtrazione di particelle di dimensione analoga a virus e batteri
  • la capacità di assorbimento dei composti organici volatili (Cov), dannosi per la salute

Ad ogni purificatore è stato assegnato anche il Cadr (Clean air delivery rate), un valore che spiega Il Salvagente:

Indica sostanzialmente il volume di aria priva di particelle inquinanti emessa da un purificatore in un determinato lasso di tempo. Viene misurato in metri cubi all’ora. Il test Cadr ufficiale è condotto in modo indipendente e i produttori non sono obbligati a sottoporvi i loro purificatori. Si tratta infatti di una certificazione volontaria. Sei dispositivi su 7 tra quelli comparati lo dichiarano e le nostre analisi confermano che con l’aumentare del Cadr aumenta anche la capacità di filtrare gli inquinanti nell’ambiente. La differenza si vede soprattutto nei primi 15 minuti.

È stato valutato anche l’inquinamento atmosferico da particolato: le particelle analizzate nel test partono da 0,3 micron (μm) a salire. Le più interessanti per capire il reale funzionamento del purificatore sono quelle nell’intervallo compreso tra 0,3 e 0,5 μm.

Già sopra parlavamo di composti organici volatili (Cov), che i dispositivi devono riuscire ad eliminare dall’aria all’interno delle case. Come scrive Il Salvagente:

I più noti sono gli idrocarburi aromatici: benzene, toluene, etilbenzene xileni, stirene (Btex), idrocarburi clorurati (cloroformio, diclorometano, clorobenzeni), alcoli (etanolo, propanolo, butanolo e derivati), esteri, chetoni e aldeidi (tra cui la formaldeide). I più diffusi negli edifici residenziali sono il limonene, il toluene e gli xileni ma il più importante da un punto di vista tossicologico è la formaldeide. Peso complessivo sul voto totale: 30%

I risultati

Solo 1 modello su 7 viene definito “mediocre” e dunque è “bocciato dal test”. Si tratta del YISSVIC AIR PURIFIER K17 che ha avuto i seguenti punteggi:

  • Riduzione particolato nei primi 15 minuti: Scarsa
  • Riduzione particolato tra 15 e 30 minuti: Mediocre/media
  • Riduzione particolato tra 30 e 60 minuti: Buona
  • Assorbimento Cov: Scarso
  • Cadr: 60 m³/h (il modello vincitore del test aveva un valore Cadr di 270 m³/h)

Come ricorda Il Salvagente: “non sempre spendere di più significa portarsi a casa il prodotto migliore“, un concetto che è emerso più volte in diversi test relativi a prodotti di largo consumo e anche stavolta viene confermato, in quanto il purificatore d’aria Dyson (il più costoso tra quelli analizzati) non è in cima alla classifica.

Per i risultati completi del test fate riferimento all’ultimo numero de Il Salvagente.

Ricordate inoltre che esistono anche diverse piante che aiutano a fronteggiare l’inquinamento indoor.

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Fonte: Il Salvagente

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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