Olio d’oliva: un terzo non sono veri extravergine, tra i “declassati” Bertolli e Cirio

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Un nuovo test di Altroconsumo che ha confrontato 30 bottiglie d'olio ha scoperto che 11 non erano vero extravergine ma solo vergine

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L’olio extravergine è uno degli alimenti chiave della nostra dieta ma non sempre la qualità del prodotto rispecchia quanto riportato in etichetta. A confermarlo un nuovo test che ha analizzato 30 bottiglie acquistate al supermercato.

Altroconsumo ha analizzato diversi campioni di olio extravergine d’oliva presenti sul mercato italiano per cercare di capire se tutti fossero prodotti di qualità e sicuri. Sono state condotte per questo una serie di analisi chimiche volte a scoprire se al loro interno vi fosse presenza di oli ottenuti con solventi, l’aggiunta di oli estranei (ad esempio olio di semi) o altre irregolarità.

È stata poi valutata l’acidità dell’olio e l’eventuale presenza di pesticidi. Condotta infine la prova di assaggio stabilita dalla legge, questa è in grado di stabilire se l’olio può essere definito extravergine, basta anche un solo difetto a declassarlo a “vergine”, un prodotto che ha caratteristiche di odore e sapore inferiori.

Un panel di assaggiatori riconosciuti dal Ministero hanno condotto un primo test e poi, gli oli che non l’hanno superato, per sicurezza sono stati fatti assaggiare a un secondo panel internazionale riconosciuto dal Consiglio oleicolo internazionale e poi ad un terzo (nel caso avessero superato la seconda prova).  Su questo aspetto, dunque, il test si è concentrato in maniera particolare.

I risultati

11 bottiglie di olio su 30 sono state declassate, ovvero non erano vero “extravergine”. Non c’è stata per fortuna alcuna frode (nessun campione è risultato miscelato con altri oli), specifica Altroconsumo, ma comunque alcuni oli “non sono all’altezza del nome che portano”. 

In parole povere un terzo degli oli ha presentato difetti legati alla qualità organolettica (aroma, gusto), che ne impediscono la classificazione come extravergine. Erano quindi solo oli “vergine”.

A stabilirlo è stato il panel test (obbligatorio dal 1991), la prova di assaggio di cui parlavamo sopra, obbligatoria per legge e condotta da professionisti accreditati, con l’obiettivo di valutare che l’olio non presenti difetti organolettici.

Ma come mai gli oli presentavano questi difetti? Come scrive Altroconsumo:

I difetti potrebbero essere presenti fin dal principio o derivare da una scorretta conservazione del prodotto in fase distributiva: purtroppo non si può sapere. Resta il fatto che, al momento dell’acquisto, dalle nostre prove è risultato che i prodotti in questione non avevano le caratteristiche per potersi definire extravergine. 

Quello che emerge dal test non è un problema di sicurezza, anche gli oli “bocciati” si possono tranquillamente utilizzare, però non è corretto che un consumatore paghi e sia convinto di acquistare un olio di una certa qualità (riportata in etichetta) che poi non corrisponde alla realtà.

Alcuni degli 11 produttori di olio declassato hanno mostrato prove dei risultati positivi del panel test condotto da altri esperti. Altroconsumo in merito scrive:

Questo però non smentisce i risultati delle nostre prove, che sono state effettuate da panel ufficiali riconosciuti dalle autorità, nazionali e internazionali.

E in effetti la possibilità che sul mercato vi siano oli “declassati” era stata  già segnalata dalla rivista Il Salvagente che nell’aprile scorso aveva condotto un test simile arrivando più o meno agli stessi risultati. Leggi anche: Olio di oliva, quasi la metà non è davvero extravergine. Monini e Bertolli i due migliori

Per quanto riguarda i pesticidi, Altroconsumo definisce la situazione sotto controllo, anche se sono stati trovati residui di fitofarmaci in 11 campioni (in nessuno biologico) erano tutti molto al di sotto del limite di legge.

Gli oli declassati

Gli 11 oli considerati di qualità bassa dal test sono i seguenti:

  • Cosa d’oro il biologico non filtrato
  • Pietro Coricelli 100% italiano
  • Bertolli Gentile olio
  • Carrefour classico
  • Cirio classico
  • Pietro Coricelli racconti di famiglia
  • Olio Viola – La Colombara
  • Primadonna (Lidl) classico
  • Sasso classico
  • Dante terre antiche
  • Costa d’oro l’extra

Gli oli extravergine migliori

Questi gli oli di qualità ottima, in classifica a partire dal migliore:

  • Monini Bios
  • Clemente
  • Carapelli Bio
  • Podere del Conte (Eurospin)
  • Carapelli il frantoio
  • Desantis 100% italiano
  • Desantis classico
  • Conad verso Natura Bio
  • De Cecco classico

Di qualità buona invece sono risultati: 

  • Carapelli Oro verde
  • Farchioni il casolare biologico
  • Monini classico
  • Farchioni estratto a freddo
  • De Cecco 100% italiano
  • Zucchi bio estratto a freddo
  • Coop origine 100% italiano
  • Olio Carli fruttato
  • Sagra classico

Di qualità media è risultato l’olio:

  • Filippo Berio 100% italiano

Considerando il rapporto qualità prezzo, Altroconsumo segnala come miglior acquisto l’olio extravergine Desantis.   

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Fonte: Altroconsumo

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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