Ti spieghiamo come riconoscere un buon olio EVO in tre semplici mosse

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Vi sveliamo tutti i trucchi per riconoscere un olio EVO di qualità e evitare di comprare prodotti contraffatti o di scarsa qualità

Libera Terra

L’olio extravergine di oliva è una delle eccellenze della tradizione gastronomica del nostro Paese, amato in patria ed esportato in tutto il mondo. Purtroppo però, come sempre accade in questi casi, si tratta anche di un prodotto molto contraffatto – come rivela anche rivela l’ultimo report dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF), pubblicato recentemente.

Ma come riconoscere un buon olio di oliva e non cadere nella fregatura? Oltre a leggere correttamente l’etichetta e fare attenzione al prezzo (un costo molto basso per un olio extravergine di oliva italiano deve metterci in allarme), ci sono dei piccoli dettagli a cui noi consumatori possiamo far caso per verificare la qualità del prodotto.

Iniziamo spiegando cos’è l’olio extravergine di oliva. Si tratta del prodotto esito della molitura delle olive, che avviene con mezzi rigorosamente meccanici (quindi senza l’ausilio di sostanze chimiche): si pensi che sono necessari 5/7 chilogrammi di olive per ottenere un solo litro di olio.

Spesso leggiamo sull’etichetta dell’olio “spremitura a freddo”, ma cosa vuol dire questa dicitura? In pratica, la molitura delle olive avviene a una temperatura inferiore ai 27°C: questo porta a produrre meno prodotto, ma dalla qualità più elevata.

Al contrario, con la spremitura a caldo si ottiene più olio, ma questo avrà una qualità minore e una quantità più bassa di vitamine e polifenoli. Se in etichetta non è specificata la dicitura di spremitura a freddo, vuol dire che l’olio è stato estratto a caldo.

Abbiamo compreso cosa vuol dire “extravergine” e di cosa si parla quando ci si riferisce alla spremitura a freddo delle olive, ma a cosa fare attenzione quando compriamo una bottiglia di olio? Noi suggeriamo di affidarci ai sensi.

Vista

Prendiamo un bicchierino di vetro e versiamo all’interno una piccola quantità di olio. Agitiamo il bicchiere con la mano e verifichiamo la fluidità del liquido all’interno: l’olio dovrebbe essere liscio e fluido, ma non troppo liquido (potrebbe significare che non si tratta di un prodotto puro).

Inoltre, l’olio dovrebbe avere un colore dorato ma essere al contempo trasparente e privo di impurità. Per controllare queste caratteristiche, possiamo appoggiare il bicchierino su un foglio di giornale: se riusciamo a leggere cosa c’è scritto attraverso l’olio, si tratta di un prodotto di ottima qualità.

Olfatto

Portiamo ora il bicchierino al naso: dovremmo riuscire a sentire odore di erba tagliata e di olive fresche. Se avvertiamo un sentore dolciastro – o addirittura nessun odore – preoccupiamoci: l’olio non è di buona qualità.

Gusto

Infine, assaggiamo l’olio in purezza (senza pane o altro tipo di accompagnamento): un olio di buona qualità dovrebbe avere un retrogusto amaro, quasi piccante. Prendiamo un piccolo sorso di olio e lasciamolo qualche secondo sulla lingua: se avvertiamo delle note dolci, il prodotto è di bassa qualità.

Ora che abbiamo capito come riconoscere un olio extra-vergine di oliva di buona qualità, come conservarlo al meglio affinché non perda le sue proprietà organolettiche? In questo articolo vi spieghiamo gli errori da non fare quando si tratta di conservare l’olio.

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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