Il test svela quali sono i peggiori infusi detox, tra pesticidi e contaminazione da peli di topi

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Un nuovo test ha analizzato diversi infusi detox e alla verbena a caccia di pesticidi. Ma oltre a questi, in alcuni casi, ha trovato anche altre sgradite "soprese"

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La rivista dei consumatori francesi 60 Millions de Consommateur ha condotto un’analisi sul tè (nero e verde) ma anche sugli infusi detox e su quelli alla verbena, scoprendo che in alcuni casi i prodotti erano contaminati da pesticidi (sempre entro i limiti di legge). Nel caso degli infusi, però, alcune bustine contenevano anche insetti, frammenti di plastica, sassi e peli di roditore!

In un precedente articolo, già vi abbiamo svelato i risultati del test e la classifica relativa al tè nero e al tè verde. Leggi anche: Tè ai pesticidi: trovato glifosato nelle migliori marche. Twinings il peggiore del test francese

Oggi ci concentriamo invece sugli infusi.

Il test ha preso a campione 10 marche di infusi detox e 10 di infusi alla verbena, particolarmente popolari in Francia (ma alcune presenti anche in Italia). Tutte le bustine sono state fatte analizzare in laboratorio e poi valutate in base a diversi parametri, tra cui la presenza o meno di tracce di pesticidi o altri tipi di contaminazione.

I risultati

Fortunatamente, rispetto al tè nero e soprattutto al tè verde, gli infusi detox sembrano essere generalmente meno contaminati da pesticidi. Escono infatti tutti bene dal test, con un’unica eccezione.

Per quanto riguarda invece gli infusi di verbena, si nota una contaminazione più diffusa. 5 referenze su 10 contenevano tracce di glifosato (entro i limiti di legge) e l’ultimo prodotto della classifica, dunque il peggiore, presentava anche tracce di antrachinone, una sostanza irritante e lassativa.

Ma la possibile contaminazione degli infusi non riguarda solo i pesticidi. In alcuni prodotti sono stati trovati insetti, frammenti di plastica o sassi oltre che peli di roditori (anche questa contaminazione riguarda soprattutto gli infusi alla verbena).

Come si legge sulla rivista:

Quasi tutte le impurità sono di origine biologica (vegetale e animale), con una maggioranza di insetti interi o frammentati, soprattutto nelle referenze organiche. Se i tè neri sono leggermente sporchi, è diverso per gli infusi in cui sono stati trovati anche peli di roditore. Forse perché alcune piante sono raccolte allo stato selvatico, più esposte agli animali; inoltre, la maggior parte delle tisane presenti nel test sono biologiche, quindi ci sono pochi o nessun trattamento contro insetti e altri parassiti.

Il test segnala anche la presenza di frammenti sassosi e plastici, soprattutto negli infusi a base di verbena. Questi ultimi frammenti provengono probabilmente dalle buste o dalla bustina, quindi la contaminazione avviene al momento del confezionamento.

La classifica degli infusi

Gli infusi detox escono generalmente bene dal test e ai primi posti troviamo:

  • Les 2 marmottes
  • Carrefour
  • Pagès

All’ultimo posto, penalizzato per la presenza di pesticidi (tra cui uno vietato in Europa), c’è invece il tè verde detox di Lipton.

infusi detox infografica

Per quanto riguarda gli infusi di verbena, il peggiore è risultato essere il Lord Nelson di Lidl che presenta tracce di pesticidi (anche se, come già detto, non è il solo). Al penultimo posto c’è l’infuso Carrefour che però è segnalato in verde, dunque tutto sommato viene promosso.

infuso verbena test

@60 Millions de Consommateurs

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Fonte: 60 Millions de Consommateurs

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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