Il rivoluzionario tessuto sviluppato dagli scienziati in grado di tenere caldo o freddo all’occorrenza

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Un gruppo di ingegneri tessili è riuscito a sviluppare un particolare tipo di tessuto realizzato con nanofili ultra sottili, in grado di proteggere da sbalzi termici drastici e repentini. Una scoperta rilevante che potrebbe proteggere numerose categorie di lavoratori esposi a cambiamenti termici costanti

Libera Terra

Molte occupazioni, dai vigili del fuoco ai braccianti agricoli, hanno a che fare con ambienti caldi o freddi; ad esempio, le celle frigorifere, le piste di pattinaggio, i panifici e molti altri cantieri richiedono ai lavoratori di effettuare frequenti transizioni tra temperature diverse e talvolta estreme.

Questi sbalzi di temperatura regolari oltre a essere fastidiosi, possono causare malattie o addirittura lesioni e richiedono un ingombrante e costante cambio di vestiti.

Ora, però, degli ingegneri tessili hanno sviluppato un tessuto di nanofili ultra sottili realizzati in parte con materiali a cambiamento di fase e altre sostanze avanzate, che si combinano per produrre un tessuto in grado di rispondere alle variazioni di temperatura per riscaldare e raffreddare chi lo indossa a seconda delle necessità.

Questi tessuti, quindi, manterranno caldi i lavoratori quando si trovano in un ambiente freddo, ma potrebbero riscaldarli nel momento stesso in cui lasciano quello spazio.

Lo studio

La nuova invenzione è un’alternativa molto efficace per alleviare lo stress da caldo a freddo dei lavoratori, o di chiunque sperimenti cambi di temperatura repentini.

Si tratta di una tecnologia emergente che lavora sui tessuti per la gestione termica, poiché questi possono gestire direttamente la temperatura di aree localizzate intorno al corpo.

Tali tessuti fanno uso di materiali a cambiamento di fase (PCM) che possono immagazzinare e, successivamente, rilasciare grandi quantità di calore quando il materiale cambia fase (o stato della materia, ad esempio, da solido a liquido).

Sfortunatamente, durante i vari esperimenti, la rigidità dei PCM ha ostacolato la loro applicazione nel campo della regolazione termica indossabile; sono state tentate numerose strategie diverse, inclusa la microincapsulazione.

Quindi, i ricercatori si sono rivolti a un’opzione chiamata elettrofilatura coassiale, un metodo per produrre fibre estremamente fini con diametri dell’ordine dei nanometri riuscendo a realizzare un tessuto in grado di far fronte a cambi tempestivi e drastici di temperatura.

Per estendere ulteriormente la gamma di ambienti di lavoro in cui lavorerebbe il tessuto e la precisione della regolazione termica, i ricercatori hanno accoppiato il materiale PCM con altre due tecnologie di regolazione termica personale.

La combinazione di materiali fotosensibili, quelli che reagiscono alla presenza di energia solare, con i PCM ha offerto la possibilità di aumentare ulteriormente la capacità di accumulo di energia da parte del tessuto.

I ricercatori ora mirano a migliorare le proprietà di transizione del tessuto, e sviluppare applicazioni pratiche e indossabili per il loro materiale.

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Fonte: ACS Publications

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

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