Scienziati creano le prime scarpe al mondo che si biodegradano nell’oceano nel giro di quattro mesi

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Scarpe amiche dell'ambiente che si degradano negli oceani nell'arco di poche settimane? Non è un'utopia, ma il risultato di lunghi anni di ricerca portata avanti da un team di scienziarti dell'Università di San Diego, che adesso si augurano di dare il via ad una rivoluzione green nel mondo della moda

Libera Terra

La dispersione di plastica rappresenta una grande piaga per l’ambiente, ma purtroppo l’essere umano continua a produrre questo materiale e a smaltirlo in maniera scorretta. Per fortuna, però, la scienza sta lavorando a una serie di alternative ecosostenibili. Una delle più interessanti sviluppate di recente sono le prima scarpe al mondo 100% biodegradabili che non solo si scompongono negli oceani nel giro di poche settimane, ma contribuiscono a nutrire i microrganismi dell’ecosistema marino.

Questa piccola grande rivoluzione arriva da un team di studiosi dell’Università di San Diego (California) – guidato da Stephen Mayfield, professore di biologia molecolare – ed è il frutto di ben sei anni di ricerca e sperimentazione. Inizialmente, gli esperti erano partiti con l’obiettivo di trasfomare le alghe in carburante per poi optare per la creazione di scarpe amiche dell’ambiente.

Calzature che si biodegradano in poche settimane, nutrendo l’ecosistema marino

Per realizzarle hanno ottenuto delle schiume poliuretaniche biodegradabili ad alte prestazioni (chiamate Soleic Foam), ricavandole della alghe e da altri materiali biologici. Nel corso dei vari esperimenti – condotti in collaborazione con i ricercatori dello Scripps Institution of Oceanography – le calzature sono state esposte all’azione delle onde mentre i cambiamenti molecolari sono stati monitorati attraverso la spettroscopia a infrarossi e la microscopia elettronica a scansione.

E i risultati, pubblicati sulla rivista Science of The Total Environment, si sono rivelati davvero sorprendenti: il materiale ha iniziato a degradarsi dopo appena quattro settimane grazie all’azione di batteri e funghi presenti nell’ecosistema marino. Inoltre, gli studiosi si sono accorti che i microrganismi che colonizzavano le scarpe utilizzavano i frammenti più piccoli come nutrimento.

Sono stato sorpreso da quanti organismi colonizzano queste schiume nell’oceano – ha commentato il professore  Mayfield – È come una barriera corallina per microrganismi.

degradazione scarpe

@Science of The Total Environment

Il processo di degradazione delle innovative scarpe avviene nell’arco di 4 mesi. Un grande traguardo se si considera che calzature in plastica o gomma che si usano in spiaggia, come le infradito, restano nell’ambiente per anni, avvelenando l’habitat di pesci e altri animali marini.

Una rivoluzione green nel mondo delle calzature

Se vi state domandando se le rivoluzionarie scarpe ottenute dalle alghe siano già sul mercato, la risposta è sì. Possono essere acquistate sul sito dell’azienda Blueview, di cui Mayfield è anche CEO al costo di circa 140 euro. La speranza dei ricercatori che le hanno ideate è che tanti altri produttori di calzature e abbigliamento possano seguire il loro esempio.

scarpe blueview

@Blueview

Mi auguro che ci sia un booom di vendite  delle nostre scarpe in modo che tutti i grandi marchi di moda siano costretti a iniziare a utilizzare materiali biologici e biodegradabili. – conclude il professor Mayfield – Pensate alle case automobilistiche che passano alle auto elettriche. Hanno apportato la modifica solo dopo che Tesla sembrava che potesse metterli fuori mercato. Se riusciamo a rendere le nostre scarpe le più vendute al mondo, ogni singolo marchio passerà a questo materiale: questo è il mio sogno.

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Fonti: Science of The Total Environment/Università di San Diego 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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