Il pizzo può essere sostenibile? Quando l’intimo è naturale e biodegradabile

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Un tempo tessuto destinato solo a lingerie e matrimoni, il pizzo sta vivendo una vera e propria riscoperta sulle passerelle della moda di mezzo mondo, mettendo in mostra tutta la sua versatilità. Dall’abbigliamento dà lavoro a quello sportivo, stagione dopo stagione, questo tessuto sta diventando protagonista delle passerelle da New York a Parigi. Ma quanto è sostenibile?

Si stima che la produzione tessile, in generale, sia responsabile di circa il 20% dell’inquinamento globale dell’acqua potabile. I nostri armadi si riempiono di metri e metri di tessuti altamente nocivi, non solo per l’ambiente, ma anche per la nostra salute. Il pizzo, a seconda del materiale con cui viene realizzato, non è da meno.

Per fortuna, però, qualcosa sta cambiando, grazie ad aziende italiane e attente all’ambiente in ogni dettaglio del ciclo di vita dei loro prodotti. Come CASAGiN, alla guida di una vera e propria rivoluzione green in questo settore. CASAGiN significa infatti benessere, sostenibile. L’azienda si dedica al benessere della persona, dell’ambiente e della comunità, per una vita più armoniosa. Una squadra di amici e professionisti, che credono nella natura e guidati dal desiderio di creare qualcosa di positivo, per le persone e per il pianeta. Fondata nel 2017 da Daniela Prandin (figura strategica con consolidata esperienza in Prada, Gucci, Ferragamo e Zegna), CASAGiN realizza intimo, abbigliamento e costumi in tessuti ecosostenibili; segue una produzione etica e ognuno dei propri articoli racconta l’amore per un’antica tradizione, il made in Italy; ma anche un design, che è un insieme delicato di punti e forme.

Uno dei grandi cambiamenti in CASAGiN porta il nome di Amni Soul Eco®: il primo filato al mondo di poliammide a biodegradabilità accelerata, che in condizioni di discarica controllata si decompone in soli 5 anni (a differenza delle poliammidi più obsolete, che necessitano fino a 100 anni per degradarsi).

 

Questa fibra ha dato vita ad una nuova linea di capi innovativi realizzati integrandosi alla fibra di faggio. Particolarmente resistente ai parassiti, l’albero di faggio si riproduce attraverso il processo di “ringiovanimento”, in questo modo il patrimonio forestale si estende automaticamente. L’irrigazione o la coltivazione artificiale non sono necessarie perché le foreste sono una fonte naturale e permanente di materie prime. Le fibre di TENCEL™ Modal, in questo modo, aiutano a mantenere l’equilibrio ambientale attraverso una produzione circolare, dove viene recuperato il 99% dei prodotti sintetici utilizzati. Queste fibre provengono da legno non trattato con fertilizzanti e pesticidi, derivano da fonte rinnovabile e sono anch’esse certificate come compostabili e biodegradabili.

“Quello della moda è il secondo settore più inquinante al mondo e affligge la nostra Terra con problemi legati al consumo eccessivo di acqua, all’inquinamento idrico, all’uso intensivo di sostanze chimiche e allo sfruttamento sproporzionato delle risorse naturali. Le pratiche insostenibili nel settore della moda hanno impatti importanti sugli indicatori di sviluppo sociale e ambientale. Senza grandi cambiamenti nei processi di produzione e nei modelli di consumo, i costi sociali e ambientali del settore continueranno ad aumentare. È perciò necessario un modo di pensare nuovo e più sostenibile riguardo il consumo e la produzione”,

spiegano da CASAGiN.

Ma dimentica vecchi centrini e federe con fronzoli: questa collezione comprende bellissime canottiere, bralette, slip nei modelli classico e brasiliana e un abito da notte. Tutto di “eco pizzo” pensato non solo per fare bene all’ambiente, ma anche per esaltare qualsiasi tipo di silhouette e valorizzare la femminilità. Senza plastica e senza sostanze chimiche inquinanti e allergizzanti.

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