Moda adattiva: cos’è e perché sempre più brand scelgono la moda inclusiva, da Zalando a Iulia Barton & Co

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

È la “adaptive fashion”, ossia la moda che riesce ad avere risvolti psicologici positivi grazie alla semplicità nel vestire e ad essere quasi una cura per corpo e anima. Ora ne fa notizia Zalando, ma il gruppo tedesco non è l’unico

Libera Terra

Chiusure in velcro al posto dei bottoni, cerniere calamitate, tessuti elasticizzati traspiranti e aperture su spalle, schiena o sui lati, ci avete mai che le persone disabili – soprattutto coloro che si trovano su una sedia a rotelle – potrebbero avere molta più semplicità nel vestirsi (in tutta autonomia) se avessero a loro disposizione un armadio molto più “flessibile”?

È esattamente questo il concetto della cosiddetta moda adattiva, la “adaptive fashion”, che sta prendendo piede all’interno di molte case di moda e che mira direttamente alla produzione di capi progettati e disegnati proprio per chi vive in condizione di disabilità.

L’abbigliamento influisce sulla nostra identità e sul nostro empowerment, indipendentemente da chi sei o dalla tua situazione fisica, diceva qualche anno fa Izzy Camilleri, pioniera della moda adattiva e che 13 anni fa ha fondato a Toronto il primo brand fashion adaptive, Iz Adaptive.

Cos’è la moda adattiva

È semplicemente qualcosa che dà più ottimismo e maggiore autonomia. Qualcosa di quasi banale e logico, ma dal senso assolutamente immenso: far sentire meglio con la propria immagine esteriore, far sentire capaci, una sensazione che non può non fornire anche una sferzata di energia al corpo e che per chi è disabile è fonte di fiducia in sé stessi.

Il motivo è uno solo: guadarsi allo specchio e piacersi, avere comodità in gesti che prima sembravano impossibili, vestirsi da soli, dà insomma una certa carica con cui le persone con disabilità escono da una sensazione di torpore che spesso le avvolge, sentendosi anche più capaci di affrontare il giorno che è davanti.

È così che le cerniere riportano delle linguette, gli orli e la vita sono regolabili, le chiusure in velcro o magnetiche prendono il posto dei bottoni, i tessuti sono elasticizzati traspiranti e hanno aperture su spalle, schiena e lati che favoriscono la vestizione. E poi, cuciture piatte, senza etichette e tessuti morbidi per evitare sfregamenti.

Zalando e gli altri

Il gruppo tedesco Zalando ha lanciato la sua prima collezione di moda adattiva composta da oltre 140 proposte dai suoi marchi privati: Zign, Pier One, Anna Field, Yourturn ed Even&Odd.

La collezione, che coprirà 25 mercati compresa l’Italia, comprende abbigliamento femminile e maschile, e calzature.

La nostra visione è quella di essere il punto di partenza per una moda accogliente per tutti. Vediamo una lacuna nel mercato della moda: trovare abiti di moda adattiva rappresenta ancora una sfida per chi ha una disabilità – spiega Sara Diez, vicepresident Category Women and Private Labels di Zalando.

Oltre Zalando, anche Iulia Barton ha presentato all’ultima Milano Fashion Week, la sua nuova linea che ha come filo conduttore il tema dell’inclusività unito a quello della sostenibilità.

Anche la nuova linea di vestiti lanciata dallaDi-Di. Diversamente Disabili, l’associazione nata dalla community di atleti paralimpici, motociclisti della Di.Di, la nuova linea di abbigliamento adattivo composta da capi che possono indossare tutti.

Seguici su Telegram Instagram | Facebook TikTok Youtube

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook