Non solo pesticidi: le mele e l’uva dell’Alto Adige sfruttano a nero un terzo dei lavoratori

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Non solo una quantità spropositata di pesticidi, ma anche sfruttamento di un terzo dei lavoratori impiegati nella raccolta in nero.

Quanta frutta e verdura dobbiamo mangiare ogni giorno?

Non solo una quantità spropositata di pesticidi, tanto che qualche mese fa ne erano usciti contaminati finanche i parchi giochi, ma anche sfruttamento di un terzo dei lavoratori impiegati nella raccolta in nero

Lo scopre la Guardia di Finanza di Bolzano che, dagli oltre 100 controlli eseguiti durante la vendemmia e la raccolta delle mele, ha scoperto nel solo Alto Adige 70 lavoratori irregolari – in gran parte stranieri – di cui 52 completamente in nero. A impiegare lavoratori non in regola un’azienda su quattro.

Sei operai erano anche privi di permesso di soggiorno e per questo i loro datori di lavoro sono stati denunciati per violazione della legge Bossi-Fini. Rischiano la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa di 5 mila euro per ogni lavoratore impiegato.

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Le ispezioni sono state svolte in alcuni casi con il personale dell’Ispettorato nazionale del Lavoro presso l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Le nazioni di appartenenza sono diverse.

Ormai conosciamo quali sono i diversi tipi di prodotti che vengono raccolti e il momento in cui ciò avviene. Per questo siamo andati a colpo sicuro, in un periodo compreso tra metà agosto e la fine di ottobre. Praticamente si è trattato di un controllo porta a porta – spiega il generale Gabriele Procucci, comandante provinciale delle Fiamme Gialle. Non avendo segnalato fenomeni di caporalato, non abbiamo riscontrato situazioni particolarmente critiche per quanto riguarda lo sfruttamento, da un punto di vista dei salari orari e della durata dell’impiego giornaliero.

Un duro colpo per un’economia locale già costantemente sotto i riflettori per l’uso e l’abuso di pesticidi. Le mele sono, di fatto, insieme a uva, pesche o fragole, tra i frutti più colmi pesticidi che spesso rappresentano un vero e proprio “cocktail” di sostanze attive, i cui effetti sulla salute non sono ancora ben chiari.

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Non solo glifosato ma diversi altri pesticidi sono stati trovati in frutta e verdura vendute nel nostro Paese. 

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Fonte: GdF

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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