Bonus una tantum di 200 euro per i lavoratori dipendenti: non scatta in automatico, cosa fare per ottenerlo

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I lavoratori dipendenti che hanno diritto al bonus devono ricordarsi di presentare l'autocertificazione al proprio datore di lavoro per poter accedere alla misura di sostegno una tantum

Il Decreto legge n° 50, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 maggio scorso, proponeva “Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti”: fra queste è prevista anche l’erogazione di un’indennità una tantum per tutti i lavoratori dipendenti che percepiscono una remunerazione mensile non superiore a 2.692 euro lordi.

L’importo dell’aiuto è stato fissato a 200 euro per ogni dipendente e, stando a quanto si legge nell’articolo del DL che spiega le modalità di erogazione, sarà versata al dipendente dal proprio datore di lavoro insieme alla retribuzione prevista per il mese di luglio.

L’indennità spetta al lavoratore dipendente una sola volta, anche nel caso in cui questo intrattenga più di un rapporto di lavoro con enti diversi. L’importo di 200 euro non costituisce, sia ai fini fiscali che previdenziali o assistenziali, reddito imponibile.

Leggi anche: Bonus da 200 euro per dipendenti, disoccupati e pensionati: come e quando ottenerlo

Tuttavia, per poter usufruire del beneficio economico, il dipendente avente diritto deve fornire al proprio datore di lavoro un’autodichiarazione nella quale attesta “di non essere titolare delle prestazioni di cui all’articolo 32, commi 1 e 18”, ovvero di non vivere in un nucleo familiare in cui qualcuno percepisce reddito di cittadinanza o un altro trattamento previdenziale sociale di qualsiasi tipo.

L’autocertificazione da fornire al proprio datore di lavoro dovrà contenere dati anagrafici del dipendente, codice fiscale e nome del datore di lavoro. Dovrà dimostrare la presenza di un reddito annuo inferiore ai 35.000 euro lordi e la non compresenza di trattamenti pensionistici o reddito di cittadinanza.

In molti casi sono stati i consulenti del lavoro a predisporre un cedolino facsimile da far compilare ai dipendenti per l’ottenimento dell’indennità una tantum. In ogni caso, è il lavoratore dipendente a doversi attivare per riscuotere il beneficio economico, sollevando così dalla responsabilità l’azienda o il datore di lavoro.

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Fonte: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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