I nostri antenati bevevano latte e lo digerivano anche se erano intolleranti al lattosio, cosa ha cambiato tutto?

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Un nuovo studio ha scoperto che i nostri antenati in Europa bevevano il latte ed erano in grado di digerirlo, nonostante l'intolleranza al lattosio. Questo però solo fino a quando, carestie ed epidemie, non hanno cambiato per sempre le cose

Libera Terra

Sembra che l’intolleranza al lattosio non sia qualcosa nata di recente ma bensì una problematica presente già migliaia di anni fa. La differenza sta però nel fatto che gli antichi bevitori di latte, oltre 11mila anni fa, riuscivano comunque a digerire questa bevanda fino a che, alcuni eventi, non cambiarono tutto, guidando l’evoluzione della tolleranza al lattosio in Europa.

Alla fine dell’ultima era glaciale, 11.700 anni fa, solo i bambini sarebbero stati in grado di digerire il lattosio, uno degli zuccheri presente nel latte. Riuscire a farlo nell’età adulta è stato parte della nostra evoluzione, ed è cosa particolarmente comune nelle persone di origine europea, dell’Asia meridionale, del Medio Oriente e dell’Africa occidentale.

Secondo una nuova ricerca pubblicata su Nature, però, gli antichi umani che abitavano l’Europa bevevano latte, anche senza essere in grado di digerire il lattosio. Solo la carestia e la comparsa di alcune malattie hanno trasformato il lattosio in un problema.

A quel punto, i pochi fortunati che bevevano il latte e lo digerivano, hanno ottenuto un grande vantaggio:  riuscivano infatti a crescere più velocemente e ottenevano preziose dosi di vitamina D, anche nelle oscure regioni del Nord. Tutto questo ha poi portato alla proliferazione dei geni di elaborazione della lattasi.

In pratica, alcune persone hanno acquisito la tolleranza al lattosio mentre chi ne era privo si è trovato improvvisamente in uno svantaggio estremo.

A capire quando gli esseri umani hanno iniziato a bere latte ci aiutano quasi 13mila frammenti di ceramiche antiche, raccolti dal Portogallo alla Turchia fino alla Finlandia. Sebbene il contenuto dei vasi sia stato prosciugato da tempo, i grassi animali lasciano residui caratteristici, il che ha consentito ai ricercatori, 9.000 anni dopo, di dire se contenevano latte.

Questi antichi reperti, mostrano che il consumo di latte è essenzialmente antico quanto l’agricoltura e si è diffuso in Europa già nel 6.500 a.C., 3.000 anni prima dell’aumento della lattasi negli adulti o della persistenza della lattasi.

Ma come hanno fatto gli agricoltori che non potevano “gestire” il lattosio a bere latte? Come afferma George Davey Smith, epidemiologo dell’Università di Bristol, e autore della ricerca: gonfiore, gas e altri presunti segni di intolleranza al lattosio sono meno comuni di quanto si pensi. E mentre il lattosio non digerito può causare diarrea, lo stesso può fare il caffè, le prugne e molti altri cibi.

Utilizzando il database genetico di 500.000 persone dell’UK Biobank, i ricercatori hanno scoperto che ben oltre il 90% di coloro che non possono elaborare il lattosio bevono comunque latte di mucca. Lo studio sostiene dunque che la tolleranza al lattosio non è un fattore poi così importante nel determinare la reale capacità di digerire il latte.

Come ha dichiarato il professor Evershed:

Uno dei miei coautori ha fatto un test del lattosio solo quando faceva parte del progetto. Ha scoperto di essere intollerante al lattosio e di aver bevuto latte. Non ne aveva alcun accenno.

Il fatto è che, anche chi non produce naturalmente lattasi (enzima necessario alla digestione del lattosio), può digerire comunque il latte con l’aiuto di un microbiota intestinale adattato. Altri invece producono l’enzima per digerire lo zucchero, ma sono allergici ad altre componenti del latte.

Perché gli antichi europei avrebbero sviluppato così rapidamente la tolleranza al lattosio? La chiave è stata capire cosa succede in tempi “duri” come durante una carestia o un’epidemia.

Se non si riesce ad elaborare lo zucchero del latte, questo si accumula nel colon. “Il tipo di lattosio non digerito attira l’acqua“, spiega il professor Smith, a volte causando diarrea. Non è sempre un problema, ma quando una persona è malnutrita o soffre di una malattia intestinale, non riuscire a digerire il lattosio diventa un problema.

In pratica, durante le epidemie o le carestie, il latte potrebbe trasformarsi da fonte di calorie in una specie di veleno. E, sulla base dei geni delle antiche ossa europee ritrovate, è stata individuata la capacità di resistere a quell'”avvelenamento” che ha portato poi alla tolleranza al lattosio in tutto il continente.

Ci sarebbe stata insomma una specie di selezione naturale.

Carestie ed epidemie avrebbero avuto un duplice effetto: quando il cibo scarseggiava, gli antichi contadini mangiavano prima di tutto i loro yogurt e formaggi a basso contenuto di lattosio, ma una volta finiti rimaneva solo il latte fresco. Abbinando questo cibo ad alto contenuto di lattosio con una grave malnutrizione e la diarrea, le condizioni per alcuni potevano essere fatali.

Tutti gli altri, invece, hanno sviluppato una tolleranza al lattosio che è arrivata fino ai nostri giorni.

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Fonte: Nature

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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