Perché in Corea del Sud tutti i cittadini da maggio avranno un anno in meno (e che età avresti tu?)

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In Corea del Sud non necessariamente si conta l’età a partire da quando si nasce. Il nuovo Presidente Yoon Suk-yeol che si insedierà il 10 maggio potrebbe sistemare il paradosso “ringiovanendo” tutti di un anno

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Sembra scontato contare l’età a partire da quando si nasce, ma non è così in Corea del Sud dove il conteggio si fa diversamente, portando ad età diverse. Ma il Presidente neo-eletto Yoon Suk-yeol che si insedierà il 10 maggio potrebbe porre fine a questo caos, togliendo un anno a tutti.

In Corea del Sud un neonato ha già un anno (non sappiamo se si conteggiano in mesi di gestazione ma comunque i nostri conti non tornerebbero lo stesso): è il metodo tradizionale largamente usato nel Paese asiatico. Ma c’è di più, perché a Capodanno i bambini guadagnano un altro anno. Un piccolo nato a dicembre avrà quindi già due anni in poche settimane.

Ma questo paradosso potrebbe presto cambiare poiché il presidente neoeletto Yoon Suk-yeol sta spingendo per l’abolizione di questo metodo di conteggio secolare. Come riporta la BBC infatti, Lee Yong-ho, capo del comitato di transizione del presidente eletto, l’amministrazione entrante cercherà di standardizzare il modo in cui viene conteggiata l’età per portare la Corea del Sud in linea con il resto del mondo.

Ha infatti ammesso che i diversi calcoli dell’età hanno portato a “confusione persistente” e “costi sociali ed economici non necessari”. Infatti esiste anche un altro metodo di calcolo che attribuisce un anno in più ai neonati il 1° gennaio successivo alla loro data di nascita.

Con questo metodo un bambino nato a dicembre 2020 ha due anni entro gennaio 2022, anche se non ha ufficialmente compiuto due anni fino a dicembre di quell’anno (ed è usato anche nel servizio militare e per i reati di violenza sessuale).

Il terzo, in vigore solo dal 1992, calcola l’età come nel resto del mondo, ovvero dalla nascita effettiva ed è usato in molte pratiche amministrative. Ma, essendo recente, è poco “gettonato” nel Paese dalle lunghe tradizioni.

Conclusione? Kim Tae-hyung aka V della band K-pop BTS, nato il 30 dicembre 1995, ha 28 anni (età coreana), 26 anni (età internazionale) o 27 anni (altra età ufficiale coreana). E per alcuni potrebbe essere solo un numero, ma l’età è presa molto sul serio in Corea del Sud.

Per i sudcoreani, capire se qualcuno è più vecchio di loro o meno è più importante che scoprire il nome di qualcuno in un contesto sociale – spiega alla BBC  Shin Ji -young, professore di Lingua e Letteratura Coreana dell’Università della Corea – È essenziale per scegliere come rivolgersi a quella persona e l’onorificenza o il titolo che è richiesto

La nuova proposta sembra essere stata ampiamente accolta da alcuni, ma gli esperti affermano di avere dubbi sul fatto che verrà effettivamente implementata. La tradizione coreana di misurazione dell’età ha infatti radici antichissime, trae le sue origini in Cina e in diverse parti dell’Asia. Ma si ritiene che la Corea del Sud sia l’unico Paese che ancora comunemente conta l’età in questo modo.

La globalizzazione ha reso i coreani più consapevoli dell’era internazionale – sostiene Kim Eun-ju, professore di diritto e politica all’Università di Hansung – Ciò ha un impatto sui giovani che avvertono come i coreani vengano ridicolizzati per [questi sistemi di conteggio]

Ma questa sarebbe anche la conseguenza meno impattante.

Alcuni genitori, ad esempio, hanno cercato di imbrogliare il sistema di registrazione delle nascite, temendo che i loro bambini nati a dicembre fossero svantaggiati a scuola e, di conseguenza, più avanti nella vita.

Durante la pandemia, ci sono state anche richieste di standardizzazione dell’età, dopo che le autorità sanitarie hanno utilizzato l’età internazionale e l’età coreana in modo intercambiabile per impostare la fascia di età per l’idoneità al vaccino, creando molta confusione.

Lee aveva ha evidenziato in precedenza “costi sociali ed economici non necessari” causati dall’età coreana, riferendosi a una causa legale arrivata fino alla Corte Suprema dovuta alla confusione proprio sull’età per i salari extra e la pensione.

Eppure il sistema potrebbe resistere: nel 2019 e nel 2021, infatti, due legislatori hanno proposto progetti di legge simili che successivamente non sono stati trasformati in legge all’Assemblea coreana.

In ogni caso, anche se stavolta il governo riuscisse nell’intento, molto difficilmente i coreani smetterebbero di usare la loro “età coreana” molto presto. Ma forse uno standard porrebbe fine almeno ad alcune controversie legali se non alla confusione “quotidiana”.

Curiosità: se vogliamo calcolare la nostra “età coreana” possiamo usare il Korean Age Calculator, disponibile a questo link.

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Fonte: BBC

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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