L’Ucraina sequestra tutta la vodka prodotta con le mele coltivate nei pressi del sito nucleare di Chernobyl

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Le autorità ucraine hanno ritirato 1.500 bottiglie di vodka Atomik-Apple Spirit, prodotta dalla Chernobyl Spirit Company con le mele coltivate vicino alla centrale nucleare.

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Maxi sequestro a Chernobyl: le autorità ucraine hanno ritirato 1.500 bottiglie di vodka Atomik-Apple Spirit, prodotta dalla Chernobyl Spirit Company. Gli alcolici dell’azienda sono realizzati con le mele coltivate vicino alla centrale nucleare teatro del terribile incidente del 1986 di cui ancora paghiamo le conseguenze. Non sono ancora del tutto chiari i motivi del sequestro, come si legge anche sul sito dell’impresa sociale nata per far ripartire l’economia e sostenere le comunità locali e la fauna dell’area.

“Stiamo lavorando duramente per avviare un’attività per far nascere posti di lavoro e investire nelle aree dell’Ucraina colpite dal disastro nucleare e per sostenere ulteriormente la comunità con il 75% dei profitti che deriva dalla vendita degli alcolici. Sembra che ci accusino di utilizzare bolli ucraini contraffatti” – ha dichiarato Jim Smith, uno scienziato inglese che ha trascorso molti anni a studiare la zona di esclusione di Chernobyl prima di fondare la compagnia impegnata nella produzione della vodka Atomik.– “Ma questo non ha senso dal momento che le bottiglie sono destinate al mercato britannico e sono chiaramente etichettate con bolli di accisa del Regno Unito validi”. 

L’impegno della Chernobyl Spirit Company a sostegno dei territori più colpiti dal disastro nucleare

La confisca dei prodotti è avvenuta il 19 marzo nel corso di un’indagine condotta dai servizi di sicurezza ucraini, ma da allora tutto è rimasto avvolto nel mistero e le bottiglie si trovano negli uffici governativi di Kiev. 

“Speriamo che questo problema possa essere risolto in modo da poter continuare il nostro lavoro cercando di aiutare le persone colpite dai devastanti impatti sociali ed economici che ha avuto il disastro nucleare di Chernobyl sulle comunità” ha commentato Gennady Laptev, uno dei soci della Chernobyl Spirit Company.

Infatti, almeno il 75% dei profitti dalle vendite della vodka Atomik è destinata alle comunità delle aree colpite dal disastro nucleare e ai progetti di conservazione della fauna selvatica.

Per produrre la vodka, Smith e i suoi colleghi usano le mele coltivate nel distretto di Narodychi, un’area al di fuori della zona di esclusione, dove l’agricoltura resta ancora fortemente limitata. Ma gli scienziati sono riusciti a dimostrare dimostrato che le mele sono sicure per la produzione di distillati. Il sequestro improvviso di 1.500 bottiglie di vodka ha quindi colto di sorpresa la società. 

 “Questo caso è un chiaro esempio di violazione della legge ucraina da parte dei procuratori di Kiev e dei servizi di sicurezza ucraini.”  – ha evidenziato Elina Smirnova, legale della Chernobyl Spirit Company – “Hanno preso di mira una società straniera che ha cercato di avviare un’attività etica ‘bianca’ per aiutare innanzitutto l’Ucraina. Le azioni delle forze dell’ordine ucraine stanno danneggiando la reputazione dell’Ucraina come Paese con cui fare affari. Crediamo ancora che la verità riuscirà a vincere”.

Fonte: Chernobyl Spirit Company

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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