Stop alle corride, decisione storica per i tori di Città del Messico

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Per decenni i tori sono stati vittima di sfruttamento a Città del Messico, ma da adesso in poi le cose cambieranno: una sentenza ha messo al bando lo spettacolo cruento e anacronistico della corrida nell'arena di Plaza Mexico, la più grande del mondo

Basta violenza e sangue versato a Plaza Mexico, la più grande arena del mondo. A Città del Messico non potranno più essere organizzate le corride. Se fino qualche giorno fa la sospensione di questa tradizione sanguinaria era soltanto temporanea, adesso il divieto è stato introdotto a tempo indeterminato grazie ad una sentenza storica, che salverà la vita a tantissimi tori.

È grande l’esultanza dei membri dell’associazione civile Justicia Justa, che si era battuta con determinazione per raggiungere questo importante traguardo, ribadendo che il trattamento riservato ai tori durante la corrida è “degradante e crudele”.

Questa tradizione è molto sentita in Messico e in Spagna, ma negli ultimi anni sta diventando sempre meno popolare, anche grazie alle pressioni dei gruppi animalisti. Attualmente nella nazione del Centro America la corrida è vietata negli Stati di Guerrero, Sonora, Coahuila e Quintana Roo, e nei comuni di Veracruz, Michoacán, Stato del Messico e Nuevo León.

Divieti simili sono già stati introdotti in Spagna, nella comunità autonoma della Catalogna e nelle isole Baleari.

La reazione dei sostenitori della corrida

Com’è facile intuire, la rivoluzionaria decisione presa dal giudice Jonathan Bass è stata maldigerita dalle società che organizzano le corride a Plaza Mexico e che hanno fatto sapere che si batteranno legalmente per difendere i costumi e le tradizioni del Paese.

“La Plaza México, orgogliosamente l’arena più grande del mondo, confida che la corrida continuerà a fornire lavoro e forgiare la nostra città, rispettando i diritti e le preferenze di ogni persona, al riparo dalle visioni individualistiche che influenzano le nostre tradizioni e valori culturali” scrivono in un comunicato diffuso sui social.

Intanto, fra i cittadini la musica sembra essere ormai cambiata. Secondo i dati del Green Ecologist Party of Mexico (PVEM), infatti, nel Paese oltre il 70% della popolazione è a favore dell’abolizione delle corride. E nel 2022 è impensabile che vengano ancora autorizzati spettacoli all’insegna della violenza e dello sfruttamento di animali…

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Fonte: La Plaza Mexico 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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