Qual era la previsione di Stephen Hawking sulla fine dell’umanità già 20 anni fa

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Non la bomba atomica virus mortali in grado di spazzare via l’umanità: questa era la previsione di Stephen Hawking già 20 anni fa

Non la bomba atomica o qualche altro ordigno creato dall’uomo, ma una serie di virus mortali in grado di spazzare via l’umanità: questa era la previsione di Stephen Hawking già 20 anni fa, nel 2001, in un mondo ancora scosso per l’attentato del’11 settembre.

Non saranno le armi progettate dall’uomo, nemmeno quelle nucleari, a distruggerci per sempre, ma la biologia. In un’intervista pubblicata su The Telegraph il 16 ottobre 2001, Stephen Hawking, il celebre fisico scomparso 3 anni fa, immaginava una fine per la nostra specie provocata da una serie di virus mortali e intravedeva un’unica speranza: la conquista di altri mondi nello spazio.

5 settimane prima di quella storica intervista, il mondo aveva assistito ad uno dei più atroci attentati all’umanità, l’attacco alle torri gemelle. Era più che vivo il terrore per quello che poteva fare l’uomo con le armi e il pericolo che quelle nucleari diventassero sempre più potenti era visto come la minaccia numero uno per la nostra specie.

“Sebbene l’11 settembre sia stato orribile, non ha minacciato la sopravvivenza della razza umana, come fanno le armi nucleari” ammetteva a questo proposito lo stesso Hawking.

Che però, intravedeva, già 20 anni fa, un pericolo più grande.

“A lungo termine, sono più preoccupato per la biologia. Le armi nucleari hanno bisogno di grandi strutture, ma l’ingegneria genetica può essere eseguita in un piccolo laboratorio. Non è possibile controllare tutti i laboratori del mondo. Il pericolo è che per un incidente o per progettazione, creiamo un virus che ci distrugge”.

20 anni dopo, nel pieno di una pandemia mondiale che continua a uccidere, quelle parole riecheggiano come una predizione, anche se non si teme che sia veramente l’infezione di Covid-19 ad eliminarci per sempre.

“Non credo che la razza umana sopravvivrà nei prossimi mille anni – confessava il fisico – a meno che non ci diffondiamo nello spazio. Ci sono troppi incidenti che possono colpire la vita su un singolo pianeta. Ma sono ottimista. Raggiungeremo le stelle“.

Le missioni spaziali stanno diventando sempre più futuristiche e gli scenari di Star Trek appaiono sempre meno fantascientifici. Ma sono terribili realtà i danni che l’uomo fa all’ambiente. E che no, non sono un problema diverso.

Leggi anche: L’OMS associa la pandemia di coronavirus al cambiamento climatico: “era solo una questione di tempo”

“L’ospite è sempre lo stesso ed è sempre in condizioni ambientali stressanti, con deforestazione e pratiche agricole molto intense, grandi errori nel non preservare la biodiversità così come la commercializzazione di specie animali selvatiche senza protezione nel loro trasferimento, tutto questo ha contribuito alle malattie infettive”, aveva detto pochi mesi fa María Neira, direttrice della sanità pubblica dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

La pandemia che stiamo vivendo, dunque, era solo questione di tempo.

Non sarà il SARS-CoV-2 a farci estinguere, ma se non impariamo la lezione di Madre Natura, le parole di Hawking potrebbero diventare realtà.

Fonti di riferimento: The Telegraph

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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