Peloton, in crisi il famoso brand delle cyclette ipertecnologiche: licenzierà 2800 persone (ma non per colpa di Mister Big di Sex and the City )

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Il ritorno al una vita progressivamente pre -pandemica, come la frequentazione di palestre, ma anche l’episodio in “And Just Like That…” ovvero Sex and the City versione adulta hanno inferto un duro colpo all’azienda

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Una volta si andava in palestra per il piacere di allenarsi ma anche per socializzare con chi condivideva delle passioni simili, dall’aerobica alla pedalata indoor. Nel 2020 le aziende legate al mondo del fitness hanno visto accrescere di molto gli accessi alle offerte online.

Tra queste l’azienda americana Peloton, nata nel 2011 e produttrice di attrezzi iper-connessi per lo sport da casa, corredati di schermo e cuffie per un’esperienza ultra realistica, anche di interazione con gli istruttori, il tutto arricchito dal relativo social network.

Un percorso che ha visto un brusco stop dovuto a una combinazione di eventi: il progressivo rientro nelle palestre, un episodio della serie “And Just Like That…” con le avventure di Carrie, Charlotte e Miranda in età adulta che ne ha decretato la perdita in borsa. E le conseguenze per molti lavoratori sono nefaste.

“And Just Like That…”  il dicembre nero delle cyclette di lusso

Un tonfo in borsa del 15% è il suono del mese di dicembre per l’azienda oltre all’eco di sdegno sollevato nei social per la decisione (spoiler-alert per chi non l’ha visto) di far morire il personaggio di Big, nella seconda puntata della serie tanto attesa, proprio a causa di una pedalata intesa su una cyclette Peloton. Una levata di insulti, proteste, dichiarazioni a mezzo stampa e uno spot riparatore con un Chris Norton/Big divertito dall’esperienza sulla cyclette incriminata.

Un inizio anno amaro per molti lavoratori

Se la discesa negativa nella reputazione si pensava arrestata, quella nelle perdite economiche non lo è. Nel secondo trimestre dell’anno fiscale, nonostante una crescita di abbonamenti, si certifica una perdita di 439,4 milioni di euro. Inizia così una ristrutturazione interna che si traduce col taglio di 2.800 posti di lavoro, per risparmiare circa 130 milioni di dollari; con lo stop della produzione di cyclette e tapis roulant oltre al ripensamento della costruzione di una nuova fabbrica. E con un cambio di vertici: l’attuale amministratore delegato John Foley diventerà presidente esecutivo, al suo posto Barry McCarthy che arriva qui dopo esperienze in Spotify e Netflix.

E come sarà il futuro del fitness?

L’American College of Sports Medicine ha diffuso i dati di un’indagine che ha messo a confronto le abitudini di diversi paesi. Si prediligeranno attività all’aperto seguite da quelle al chiuso come pilates, yoga e allenamento funzionale. Non sparirà l’allenamento da remoto ma saranno molto diffuse le modalità ibride. Ci sarà la massiccia diffusione di dispositivi abbinati alle app, come braccialetti sempre più completi nelle prestazioni, capaci di avvertire anche quando sono eccessivi i livelli di UV fino al monitoraggio più preciso dello sforzo fisico.

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Fonte: American College of Sports Medicine Journal

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Laureata in lettere moderne con la passione per il digitale. Giornalista professionista dal 2010: curiosa e fantasista della comunicazione, dalla tv al web.

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