La foto della piccola Maddie è stata usata nella scioccante pubblicità di un hamburger

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A 15 anni dalla sua scomparsa, la piccola Maddie McCann torna alla ribalta perché protagonista di uno spot orribile, che sfrutta a proprio vantaggio la popolarità della bambina

Quanta frutta e verdura dobbiamo mangiare ogni giorno?

Ricorderete certamente la triste vicenda della piccola Madeleine McCann, una bambina inglese misteriosamente scomparsa nel 2007 mentre era in vacanza con i genitori in Portogallo, pochi giorni prima del suo quarto compleanno. Per mesi i media di tutto il mondo diffusero le foto della piccola, lanciando appelli per il suo ritrovamento, ma invano. Maddie non è mai più stata ritrovata.

Ora il suo nome e il suo volto di bambina per sempre tornano agli onori della cronaca, e per un motivo deplorevole. La Otley Burger Company, una società che gestisce camioncini che producono burger e fast food, ha lanciato una campagna pubblicitaria sfruttando la popolarità del volto di Maddie – impresso nella memoria dei britannici (e non solo).

Gli annunci pubblicitari, condivisi dai canali social dell’azienda ma per fortuna già rimossi, mostravano immagini della piccola scomparsa e di sua madre Kate McCann, e di un uomo che rapisce la bambina – a dimostrazione del fatto che i burger proposti dall’azienda sono talmente buoni che fanno distrarre la madre al punto che qualcuno può rapirle la figlia proprio davanti ai suoi occhi. La didascalia alla locandina è: Hamburger per cena? Buona festa della mamma.

L’Advertising Standards Authority (ASA) ha chiesto alle tre piattaforme social coinvolte nella campagna pubblicitaria – Instagram, Twitter e Facebook – di rimuovere i post riguardanti la piccola Maddie dopo le segnalazioni di alcuni utenti. L’iniziativa è stata subito sposata da META, che in una nota specifica:

Abbiamo ritenuto che qualsiasi riferimento a un bambino scomparso potesse essere angosciante e che nel contesto di una pubblicità che promuoveva un’azienda di hamburger l’angoscia causata fosse ingiustificata.

Non è la prima volta che l’azienda pubblica contenuti a dir poco discutibili, e a nulla sono serviti i precedenti richiami dell’Advertising Standards Authority: si pensi ad esempio che solo l’anno scorso, in occasione della festa del papà dell’anno scorso, il brand aveva pubblicato inquietanti immagini di noti serial killer – senza preoccuparsi di urtare la sensibilità degli utenti del web.

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Fonte: BBC

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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