Vittoria storica! Il Cile restituisce 172 ettari di terra ancestrali ai Mapuche, riconoscendo i diritti delle popolazioni indigene

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Come parte della sua politica di riconoscimento dei diritti delle popolazioni indigeni, lo stato cileno ha restituito 172 ettari di terre ancestrali alla comunità Mapuche. Questo è soltanto il primo di vari processi di riconoscimento territoriali alle famiglie mapuche del nuovo governo.

Il Cile, attraverso la Corporazione Nazionale per lo Sviluppo Indigena (Conadi), ha restituito un totale di 172 ettari di terra alle famiglie mapuche del comune di Freire, nella regione dell’Araucanía. Questa restituzione è la prima di molte altre che il governo di Gabriel Boric porterà avanti con l’intenzione di promuovere i diritti dei popoli indigeni e riconoscere il centenario debito tra il Paese sudamericano e questa comunità.

Infatti, la restituzione è una risposta allo storico conflitto territoriale esistente in Cile tra lo Stato, alcune comunità mapuche e le aziende forestali che sfruttano delle terre considerate ancestrali dai popoli autoctoni. Jorge Ancavil, il presidente della comunità beneficiaria José María Saavedra, ha confessato che non sono stati tempi facili, ma che ora rivedono la speranza.

Questo momento è molto importante perché ci sono stati tanti anni di attesa per recuperare questo territorio del popolo Mapuche e siamo felici perché con questi benefici potremo svilupparci, migliorare le condizioni di vita delle nostre famiglie ed educare i nostri figli. Ringrazio lo Stato per questa buona notizia”, ha dichiarato Ancavil.

Questo primo processo di riconoscimento territoriale fa parte del Piano Vivere Bene, un insieme di misure determinate dal Governo cileno per mantenere un dialogo e ricostruire i rapporti con le popolazioni autoctone. Oltre alla restituzione delle terre ancestrali, il piano prevede la creazione del Ministero degli Affari Indigeni, il riconoscimento delle autorità indigene e diversi investimenti per migliorare la qualità di vita di queste comunità.

Sono consapevole che siamo in debito. Non bastano solo i riconoscimenti simbolici, che sono importanti come: saper riconoscere che ci sono altre culture, che ci sono altri modi di avvicinarsi alla verità, che c’è un sapere ancestrale che vale la pena ascoltare e da cui imparare; ma anche dallo Stato è necessario avere gesti sostanziali che non solo migliorino la qualità di vita, ma che tengano conto anche di cosa significa essere un’altra cultura”, ha dichiarato il presidente cileno durante la Giornata Nazionale dei Popoli Indigeni.

Gabriel Boric twitter

La comunità mapuche si batte da tempo per recuperare le terre che gli sono state sottratte con l’inganno e la violenza. Speriamo che questo sia davvero l’inizio di una nuova era in cui i diritti di tutte le popolazione verrà garantito.

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Fonte: CONADI

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.

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