Soltanto 41 anni fa l’Italia aboliva il matrimonio riparatore grazie alla coraggiosa battaglia di Franca Viola

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Si chiamava Franca Viola e grazie al suo ‘No’ è riuscita a cambiare il codice penale, diventando un simbolo di coraggio e di emancipazione famminile in Italia. Le sue parole, pronunciate in un'aula di tribunale, oggi riecheggiano ancora forti: "Io non sono proprietà di nessuno". Il 5 settembre 1981 veniva finalmente abolito il cosiddetto matrimonio riparatore. Grazie, Franca!

Alle giovani generazioni potrà sembrare assurdo, ma fino a poco più di 40 anni fa in Italia le vittime di violenze sessuali potevano essere tranquillamente costrette a sposare i loro stupratori. Ebbene sì, in questo modo gli uomini si risparmiavano il carcere unendosi in matrimonio alla donna che avevano stuprato. A proteggerli ci pensava la cosidetta legge sul “matrimonio riparatore”, che fu abolita soltanto 41 anni fa, esattamente il 5 settembre del 1981.

Dietro questa importante conquista civile si cela la coraggiosa battaglia di una ragazza siciliana: Franca Viola. Una giovane donna, che riuscì a sfidare una società patriarcale e maschilista e che contribuì a cambiare il codice penale italiano grazie al suo “NO”.

La storia di Franca Viola e del suo NO che cambiò la storia

Nata ad Alcamo (in provincia di Trapani) in una famiglia di umili agricoltori, Franca Viola si fidanza a 15 anni con il giovane Filippo Melodia. Dopo poco tempo, il ragazzo viene accusato di furto e il suo nome viene accostato a quello della mafia, motivo per cui il padre di Franca decide di rompere il fidanzamento. A seguito della rottura, Filippo emigra in Germania, ma rientrato in Sicilia – dopo un breve periodo di carcere – torna ala carica la famiglia della ragazza, bruciando la casetta di campagna, e distruggendo il vigneto.

Pur di sposare Franca, il ragazzo arriverà persino a puntare una pistola al padre di Franca, ma l’uomo non si mostra intenzionato a cedere sua figlia. La situazione degenera il 26 dicembre del 1965, quando Filippo Melodia entra in casa Viola, colpisce la madre di Franca e rapisce la ragazza diciassettenne insieme al fratellino, rilasciato dopo poco.

Segregata in un casolare isolato, e poi ad Alcamo a casa della sorella di Melodia, Franca è stata costretta a subire una serie di atrocità e viene stuprata per più di una settimana dall’ex fidanzato. 

“Rimasi digiuna per giorni e giorni. Lui mi dileggiava e provocava. Dopo una settimana abusò di me. Ero a letto, in stato di semi-incoscienza” racconterà Franca.

Solamente il giorno dell’Epifania la ragazza sarà liberata grazie all’intervento della polizia. Filippo viene arrestato, ma a proteggerlo c’è anora la legge sul matriminio riparatore. Legge che Franca non è disposta ad accettare. La giovane siciliana si batterà con tutte le sue forze pur di non sposare il suo stupratore, diventando la prima donna italiana a sfidare le regole di una società fortemente patriarcale e basata sulla difesa dell’onore.

franca viola

“Io non sono proprietà di nessuno, nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto, l’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce”: era questa la posizione di Franca Viola e non aveva paura di nasconderla, a costo di subire minacce e rischiare la sua stessa vita.

Quel caso scoppiato ad Alcamo presto diventerà presto una vicenda di rilievo nazionale, portando ad una serie di manifestazioni da parte di attiviste per i diritti delle donne. Finalmente il 5 settembre 1981 sarà abrogato l’articolo 544 del codice penale che prevedeva il matrimonio riparatore. Per il riconoscimento dello stupro come reato contro la persona e non contro la morale pubblica, però, bisognerà attendere il 1996.

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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