Boicottaggio della Vodka russa in segno di protesta contro la guerra in Ucraina dall’enoteca Bernabei

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Bernabei ha annunciato lo stop alla vendita di prodotti alcolici russi per protesta nei confronti della guerra in Ucraina. Una scelta etica che potrebbe costargli molto in termini di fatturato

Le contestazioni per quanto sta avvenendo in Ucraina passano anche per il boicottaggio dei prodotti russi. In Italia, la famosa enoteca Bernabei ha annunciato di aver sospeso la vendita di alcolici di fabbricazione e marca russa.

L’inizio della guerra in Ucraina ci ha sconvolto tutti e a livello macro come micro ha creato una serie di ripercussioni e reazioni. Si va dalle grandi sanzioni (che per la prima volta nella storia ha deciso di adottare anche la Svizzera) tra cui quella di estromettere Mosca dallo SWIFT , alle prese di posizione dello sport (sono stati annullati i mondiali di pallavolo in Russia) fino alle scelte di boicottaggio da parte di brand e aziende.

In Italia, l’enoteca Bernabei ha da poco annunciato, in un post su Instagram, la sua decisione di bloccare, o meglio sospendere fino a che sarà necessario, la vendita di alcolici e superalcolici provenienti dalla Russia (pensiamo all’esempio più famoso: la Vodka). La scelta è una personale protesta dell’azienda contro la guerra, un contributo ad una sorta di lotta non violenta, fatta appunto di boicottaggi che possono in qualche modo avere un peso, per quanto piccolo.

La decisione in questo caso è particolarmente coraggiosa, Bernabei fa sapere infatti che tali etichette, e in particolare la Vodka, rappresentano il 25% del fatturato di questa categoria di riferimento.

L’etica, però, è un valore più alto da difendere, soprattutto se parliamo di una guerra, ci tiene a precisare Bernabei.

Ma il boicottaggio della vodka è davvero utile?

Il boicottaggio della Vodka, uno dei prodotti più iconici della Russia, si sta diffondendo un po’ in tutto il mondo, e sembra essere partito dagli Stati Uniti, coinvolgendo poi Canada e Australia.

Negli Usa sono stati proprio i funzionari dell’Ohio, dello Utah e del New Hampshire a chiedere ai negozi di liquori di rimuovere dagli scaffali i prodotti di fabbricazione russa o di marca russa.

Ma c’è da fare attenzione e ricordare che ormai molti dei marchi più noti di Vodka sono in realtà distillati in altri Paesi, Stati Uniti compresi. Ad esempio la famosa Stoli Vodka è russa solo di nome, viene infatti ora prodotta in Lettonia da un’azienda la cui sede principale è in Lussemburgo.

Anche la Vodka Smirnoff viene considerata russa perché qui sono le sue origini ma i prodotti alcolici vengono prodotti in Illinois.

Ci chiediamo quindi se questo tipo di protesta, fatta assolutamente in buona fede e forte a livello simbolico, possa avere una qualche utilità.

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Fonte: Bernabei Instagram / CNN

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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