DHL accusata di aver evaso l’IVA e i contributi ai lavoratori: Guardia di Finanza sequestra 20 milioni di euro

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Secondo le Fiamme Gialle, la nota multinazionale che si occupa di trasporti e logistica sarebbe al centro di una complessa frode fiscale

Lite tra elefanti

DHL è finita nel mirino della Guardia di Finanza. Secondo le Fiamme Gialle, la nota multinazionale che si occupa di trasporti e logistica sarebbe al centro di una complessa frode fiscale. Per questo le sono stati sequestrati oltre 20 milioni di euro.

A darne notizia è stata la stessa Guardia di Finanzia. In particolare, i Finanzieri del Comando Provinciale di Milano proprio oggi stanno eseguendo un decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Milano nei confronti della multinazionale. Oltre al sequestro di 20 milioni di euro, è stata notificata un’informazione di garanzia

in tema di responsabilità amministrativa degli enti in relazione agli illeciti penali commessi dai dirigenti della stessa.

L’inchiesta ha rivelato che attraverso società di intermediazione e “finte” cooperative, sarebbero stati creati “meri serbatoi di manodopera” con lavoratori della logistica sfruttati dalle società intermediarie che, tra l’altro, non versavano in gran parte i contributi.

Tutto ciò è emerso da un’indagine, chiamata Mantide e svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, insieme all’attività ispettiva del Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate. Al termine dell’attività investigativa

è stata scoperta una complessa frode fiscale caratterizzata dall’utilizzo di fatture soggettivamente inesistenti, da parte della multinazionale, e dalla stipula di fittizi contratti di appalto per la somministrazione di manodopera, effettuata in violazione della normativa di settore. In particolare, ricostruendo la “filiera della manodopera”, è stato rilevato che i rapporti di lavoro con la società committente venivano “schermati” da un consorzio (“società filtro”) che si avvaleva a sua volta di 23 società cooperative (società “serbatoio”), che si avvicendavano nel tempo trasferendo la manodopera dall’una all’altra, omettendo sistematicamente il versamento dell’IVA e, nella maggior parte dei casi, degli oneri di natura previdenziale

spiega la Guardia di Finanza.

Fonti di riferimento: Guardia di Finanza

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.

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