Dai trasporti pubblici gratuiti alle comunità energetiche, Friday For Future lancia la sua Agenda climatica in queste folle campagna elettorale

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La Terra brucia, ma in questa campagna elettorale fatichiamo a trovare un partito o una coalizione che abbia davvero a cuore gli interessi dell’ambiente. Ma tra tutte si alza una voce, quella dei Friday For Future Italia che pubblicano il loro programma di Governo: crisi climatica e lotta alle disuguaglianze (più tasse, ma solo per alcuni), ecologia e, ovviamente, lotta di classe

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Dalle tasse alle riforme costituzionali, dai blocchi navali (!) alla giustizia sociale alle pensioni. E in tutto questo dov’è l’ambiente? Dando un rapido sguardo ai programmi per questa inconsueta campagna elettorale, la risposta è semplice: tra flat tax, cuneo fiscale e presidenzialismo, gli impegni climatici finiscono per essere spesso troppo superficiali e insufficienti, se non addirittura dannosi e retrogradi.

Ne sono convinti gli attivisti di Fridays for Future Italia, che – dal canto loro – propongono una vera e propria Agenda climatica basata su 5 temi di cui la politica non può non parlare, “10 richieste che non possono mancare – a prescindere dal colore politico – in un programma che pretenda di affrontare la crisi climatica e di aiutare le categorie più svantaggiate”.

I temi hanno come filo conduttore la partecipazione e la rappresentanza e, partendo dall’energia, c’è la proposta di istituire una comunità energetica rinnovabile per ogni comune italiano, una misura che da sola coprirebbe la metà dei nostri consumi elettrici, abbatterebbe il prezzo delle bollette e coinvolgerebbe direttamente i cittadini nella produzione della propria energia. Leggi qui: Cosa sono, dove si trovano in Italia le Comunità energetiche.

Si parla poi di trasporti pubblici gratuiti e investimenti sulla rete ferroviaria italiana, una misura necessaria per rendere gli spostamenti accessibili a tutti, nonostante l’aumento del prezzo dei carburanti.

E ancora, si va dall’efficientamento energetico di scuole e case popolari, sempre con l’obiettivo di ridurre consumi, emissioni e bollette, alla riduzione dell’orario di lavoro – mantenendo invariati gli stipendi -, per liberare tempo nella vita delle persone e  abbattere la disoccupazione.

Fino alla rimunicipalizzazione dell’acqua e all’uso degli utili per riparare le drammatiche perdite della nostra rete idrica, mitigando così i danni che la siccità può infliggere agli agricoltori e ai cittadini.

 

I partiti pretendono il nostro voto, ma non ascoltano la nostra voce – dice Agnese Casadei, portavoce di Fridays for future Italia. Non siamo disposti a scegliere tra pacchetti di proposte già pronti che qualcuno ha messo insieme per noi. Vogliamo partecipare a costruire quelle proposte, perché così funziona una democrazia. Come noi, milioni di italiane e di italiani rimangono inascoltati, di volta in volta ignorati o rabboniti con proposte di facciata. Le misure che lanciamo oggi vanno incontro alle esigenze di quelle persone e, assieme, pongono le basi per una vera partecipazione democratica. Sono proposte minime, ma irrinunciabili per chi si proponga di costruire l’Italia del futuro.

Un programma che incontra subito varie critiche sui social circa la sua possibile realizzazione concreta: se è possibile da un lato, e anche noi lo diciamo da tempo, ridurre per esempio la settimana lavorativa, dall’altro – nella completa gratuità dei trasporti locali – è stato presupposto anche un necessario intervento su qualità dei servizi e salari dei dipendenti?

Un punto a sfavore, poi, potrebbe essere anche l’assenza dei temi della salute, legati a doppio filo con l’inquinamento ambientale.

Critiche legittime, ma resta comunque un ottimo lavoro programmatico, unico attualmente nel suo genere. Speriamo solo che – magari – ad una ad una vengano snocciolate e prese in serio esame tutte le singole proposte di questi ragazzi, che sono molto, molto di più di quelli che “fanno bega a scuola usando l’ambiente come scusa”.

QUI trovi il programma completo.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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