Ogni sera si arrampica sulla finestra dell’ospedale per vedere la madre ricoverata per Covid-19

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

La storia di un ragazzo palestinese che si arrampica ogni sera alla finestra della madre ricoverata per coronavirus, fino all'addio

Nel Regno Unito emessa una moneta per celebrare il 50° del Pride

Una storia che tocca veramente il cuore, quella di un ragazzo che ogni sera si è arrampicato per raggiungere la finestra del reparto di terapia intensiva in cui si trovava la mamma affetta da leucemia e positiva al coronavirus.

Voleva stare accanto alla madre, ma i medici glielo avevano vietato per via dei protocolli di sicurezza. Per non abbandonarla nel momento più drammatico, Jihad Al-Suwaiti, per una settimana è stato a guardarla amorevolmente da lì, fino a quando Rasmi Suwaiti, 73 anni non è purtroppo deceduta.

Le era stato diagnosticato il coronavirus e versava in gravi condizioni viste anche le sue già precarie condizioni di salute. Ma si sa, un figlio non abbandona mai la propria mamma, e così questo ragazzo senza andare contro i protocolli di sicurezza, si è inventato questo modo per starle vicino, anche se da lontano.

“Ero con lei anche nei suoi ultimi istanti di vita, poco prima di vederla morire avevo capito che non c’era più alcuna speranza”, ha detto Jihad Al-Suwaiti che vive nella città di Beit Awa in Cisgiordania e che ha salutato per l’ultima volta sua madre salendo alla finestra dell’unità di terapia intensiva dell’ospedale statale di Hebron.

A rilanciare la storia è stato anche il diplomatico Onu, Mohamad Safa, che su Twitter ha anche pubblicato una vignetta che omaggia l’amore di un figlio per la sua mamma.

“Il figlio di una donna palestinese che è stata infettata da COVID-19 è salito nella sua stanza d’ospedale per sedersi e vedere sua madre tutte le sere fino alla sua morte”, ha scritto Safa, sotto la foto.

Come sappiamo, i pazienti infettati dal nuovo coronavirus vengono tenuti in isolamento per prevenire il rischio di diffusione dell’infezione.

“Mi sono seduto impotente dietro la finestra esterna della stanza di terapia intensiva, osservando i suoi ultimi momenti”, ha detto il ragazzo.

Una storia che spezza il cuore, ma che ci ricorda anche quanto è speciale il legame tra un genitore e il proprio figlio.

Fonte: AlNas

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook