Congedo parentale, in questo Paese i nonni possono essere pagati per prendersi cura dei nipoti

La Svezia ha varato una nuova legge rivoluzionaria che consente ai nonni di subentrare e usufruire di un congedo parentale retribuito mentre si prendono cura dei nipoti per un massimo di tre mesi a partire dal primo anno di vita del bambino. Le nuove regole che in Svezia rivoluzionano il concetto di welfare

Nonni, zie, fratelli maggiori o semplici conoscenti: chi può, prenda un congedo parentale per il bene ultimo del nuovo arrivato. Così in Svezia si assistono le famiglie, dando aiuti concreti a che ne vuol mettere su una – anche non in coppia – e permettendo ai genitori di trasferire alcuni giorni del proprio congedo parentale retribuito ad altre persone durante il primo anno della vita dei loro figli.

È quanto detta una nuova legge rivoluzionaria entrata in vigore il 1° luglio con la quale il parlamento svedese, il Riksdag, vuole rendere più semplice per madri e padri conciliare vita familiare e vita lavorativa consentendo di regalare giornate parentali a più persone vicine al bambino.

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Ciò avviene 50 anni dopo che il Paese scandinavo è diventato il primo al mondo a introdurre il congedo parentale retribuito per i padri e non solo per le madri. Mentre qui ancora ne parliamo.

In base alla legge, i genitori possono trasferire parte del loro congedo parentale ai nonni del bambino. Una coppia di genitori può trasferire un massimo di 45 giorni ad altri, mentre un genitore single può trasferire 90 giorni.

In Svezia, ricordiamolo, i cittadini hanno anche il diritto a essere completamente assente dal lavoro quando nasce un figlio. L’indennità parentale viene erogata per 480 giorni, ovvero circa 16 mesi, per figlio. Di questi, la compensazione per 390 giorni è calcolata in base al reddito completo di una persona, mentre per i restanti 90 giorni, le persone ricevono un importo fisso di 180 corone (17 euro circa) al giorno.

Un “lusso” che qui possiamo anche dimenticare.

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