Ci sono arrivate migliaia di testimonianze che ci hanno toccato il cuore sulla totale solitudine delle neomamme

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Li abbiamo letti uno ad uno, i vostri commenti fatti di rabbia e di stanchezza. Rabbia, perché le cose sarebbero molto più semplici se ci si fermasse solo un attimo a pensare. Stanchezza, perché di fondo c’è la consapevolezza che è tutto sulle nostre spalle

Già li immaginiamo, quatti quatti, i misogini di quartiere che ora vomitano frasi fatte: “avete voluto la bicicletta? E ora pedalate”. Come se nel pacchetto dell’indipedenza per cui noi donne abbiamo tanto lottato fosse anche contenuto il travestimento da “super-mamma”.

Non è così, quel rapporto è molto più articolato e delicato e il compromesso che si istaura tra la persona che ha appena partorito e il bambino che è nato è molto più terribilmente insidioso.

Leggi anche: Parto traumatico, umiliazioni e vessazioni: che cos’è la violenza ostetrica e perché bisogna parlarne

Proprio così, e la tragedia del Pertini ha scoperchiato finalmente il vaso di Pandora, lo abbiamo detto: non esiste la super-mamma. In realtà non esiste nemmeno la mamma fino al momento in cui viene al mondo un bambino. Non c’è “istinto materno” che tenga – diciamocelo – e una mamma e un papà imparano ad essere mamma e papà col tempo, man mano che conoscono il nuovo arrivato.

E questa cosa ci è terribilmente chiara ora più che mai, ora che abbiamo finalmente gridato ai quattro venti che non c’è nulla di male ad essere stanche e a chiedere aiuto. Il nocciolo del problema rimane quello di far capire (soprattutto al personale degli ospedali) che ci vuole un minimo di tatto, non di più e voi con i vostri commenti ce lo avete raccontato chiaro e tondo: il passaggio del parto può essere qualcosa di decisamente traumatico, tanto da rendere complicato creare un’armonia col bebè sin da subito. Concetto questo che è difficile far passare, purtroppo, anche a moltissimo personale medico.

Eccone alcuni:

26 anni fa fui sgridata in malo modo perchè chiesi di poterlo lasciare al nido di notte e poter riposare qualche ora di seguito – racconta Sara. Quasi insultata perchè mi ero permessa di dire che mi faceva male attaccarlo al seno. Avevo 21 anni. Accadesse oggi sarei in grado di difendermi da tanta violenza verbale e fisica.

Non sono e non sarò mai madre, non riesco neanche ad immaginare ciò che quella donna dovrà sopportare per il resto della sua vita.
È una tragedia su cui nessuno dovrebbe mai pronunciarsi, specialmente i tuttologi del web, solo massimo rispetto e conforto… che possa trovare un po’ di pace. ❤️

Io ho letto solo commenti di sostegno verso questa mamma e ne sono felice…almeno c’è un’ opinione univoca di noi tutte donne che non è assolutamente colpa sua e spero che alla mamma arrivi questo. Ti siamo vicine nel tuo dolore😞

testimonianze mamme

©Facebook

Il roomingin è giustissimo, come anche la possibilità di dormire i primi giorni con la culletta accanto, ma è indispensabile avere tutto il supporto dalla parte medica e di assistenza!

Noi mamme chiediamo più empatia, più controllo ed attenzione dello stato di salute della madre!
Ne abbiamo tutte da raccontare di storie agghiaccianti, non è certo colpa del rooming-in! Io stessa sono stata una madre al terzo parto, nonostante tanta esperienza e salute dovuta ad un parto semplice e veloce, che piangeva sola in una stanza al terzo giorno di degenza!

Una volta utilizzavano le nursery in ostetricia. Forse un motivo c’era. Adesso conta solo allattare. A tutti i costi. Non dico usando violenza, ma la pressione da parte del personale è molta.

Mi mancano le parole, ricordo tanti momenti brutti legati alla nascita del mio primo figlio , tanta rabbia che forse a ragion veduta non sapevo esprimere perché mi ero convinta che la sbagliata ero io , ero solo piccola con un figlio in braccio e un parto da dimenticare … sono solo stata più fortunata di questa mamma infine nulla di più …

testimonianze mamme

©Facebook

Io ho partorito a luglio. 15 ore di travaglio, completamente sola. Sola anche nella stanza dell’ospedale , dove non prendevano neanche i cellulari per sentire un parente. È stata dura. Quando ho chiesto la prima notte (e sottolineo prima notte dal parto) di portare qualche ora mia figlia al nido dato che non dormivo da 48 ore mi è stato detto “si ma guarda che ti devi abituare”. Fortunatamente il resto del personale era presente. La mamma deve essere sostenuta, ha bisogno necessariamente di supporto psicofisico. Se non fosse stato per mio marito e mio padre non ce l’avrei fatta. Tutto questo è impensabile. Un abbraccio a questa donna 💔

Io ho partorito periodo covid e non facevano stare nessuno…in parole povere ero sola come una cane…e ho avuto problemi con l allattamento,la piccola non mangiava…piangeva chiedevo aiuto e nessuno mi ha aiutata…solo il giorno della dimissione quando l hanno visitata e hanno visto che era scesa di 350 grammi hanno capito che stava morendo di fame e mi hanno portato subito l aggiunta del latte artificiale… Questa è la sanità in Italia!

Noi neo-mamme dopo aver partorito siamo estremamente fragili , per questo non dobbiamo restare sole ….tutte queste tragedie si possono tranquillamente evitare se si agisce in tempo utile !!!

Quando ho partorito mia figlia, ero mamma per la 1 volta
Avevo qualche punto ed ero piuttosto stanca
La bambina mi si è attaccata al seno senza che qualcuno mi assistesse e insegnasse, infatti ebbi tanta difficoltà e dolore
La bambina piangeva di continuo ed ero sempre in piedi in giro per i corridoi giorno e notte.
Nessuno che mi ascoltasse
Il terzo giorno dal parto una infermiera appena arrivata mi vide disperata e in difficoltà e mi dedico’ tempo e attenzione
Mi spiegò che la bambina piangeva per le coliche, mi insegnò come fare, volle vedere come allattavo.
Prima di lei nessuno si interesso’ se ero in difficoltà.

Come si fa a pretendere che una donna dopo un evento così tanto pesante emotivamente e fisicamente si debba anche occupare DA SOLA di un neonato?? Se gli ospedali son sotto organico se il personale non ha semplicemente voglia di lavorare si dovrebbe permettere a qualcuno di esterno di esserci!!!!!

Se sei in ospedale e non hai il ginecologo danarosi, si fa la mia fine con il primo figlio, abbandonata le vicine di letto arrivava il dottore loro a pagamento premuroso, da me, che ho avuto mille problemi oltre una depressione post partum nessuno, meno male mio figlio stava bene ma io no, rimasta 10 giorni in più del dovuto per tutti problemi miei, dimessa senza sapere bene cosa avevo avuto alla fine, ho sofferto psicologicamente a mille e fisicamente, ho pensato se avrò altro figlio spero di avere soldi per ginecologo privato e sarà tutto diverso, infatti visto la differenza eccome, ma è vergognosa questa cosa.

Lasciate entrare nonne, zie e amiche – scrive Grazia – negli ospedali ad assistere le neo mamme, come si faceva una volta. Vada per il tampone, ma non lasciatele sole.

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook