Chi è la donna che inventò il primo tergicristallo nel 1903

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Un’imprenditrice e un’attenta osservatrice che cercò di vendere la sua invenzione senza successo perché, secondo qualcuno, non era profittevole e poteva distrarre il guidatore. Un’intuizione geniale che non le valse un penny forse perché arrivata troppo presto o forse perché pensata da una donna

Una delle caratteristiche irrinunciabili di un’automobile è il tergicristallo ma non è sempre stato così. Se oggi questo è un componente che rientrata tra i quelli fondamentali di un’autovettura il merito è di una donna. Anzi di due.

L’intuizione durante un viaggio in tram

Mary Elizabeth Anderson non era una ricercatrice ma un’imprenditrice, un’immobiliarista dell’Alabama, un’allevatrice e viticoltrice che ha inventato il tergicristallo. Di certo era una donna attenta e grande osservatrice. Nel novembre 1902 era a New York su un tram mentre la neve che cadeva copiosa. Era seduta vicina al conducente che, di tanto in tanto, doveva esporsi fuori dal finestrino per pulire il parabrezza con le mani o addirittura fermare la corsa, scendere e pulire il vetro. L’intuizione: una dispositivo da azionare dall’interno, dall’autista comodamente dal posto di guida.

Il design e il brevetto

Una volta tornata a casa, con l’aiuto di un designer mette a punto il progetto di uno strumento manuale dotato di spatola per mantenere pulito il parabrezza e ne fa produrre un modello funzionante a un’azienda locale. Il 18 giugno 1903 presenta il brevetto per il dispositivo per la pulizia dei vetri che riesce a depositare il 10 novembre successivo, con il numero 743.801 per 7 anni. L’invenzione consisteva in un braccio meccanico oscillante sulla parte esterna del parabrezza dotato di una lama di gomma che poteva rimuovere pioggia o neve. Era stato previsto un contrappeso per far aderire il dispositivo al vetro. Il tutto si azionava dall’interno della vettura, manualmente, con una leva. Inoltre, era rimovibile in modo da non “dar fastidio” alla vista quando non era necessario.

Una rivoluzione incompresa

Il numero di autovetture per le strade all’epoca era esiguo mentre il costo era elevato. La famosa Ford Model T, la prima auto “popolare” sarebbe arrivata solo 5 anni più tardi. Di certo era una mercato che sarebbe esploso da lì a poco ma questo Mary forse poteva solo immaginarlo. Provò a vendere la sua invenzione a dei produttori canadesi che non ritenevano potesse rappresentare un valido investimento e non furono i soli. Anzi, si pensava potesse essere una distrazione per i guidatori.

Nel 1922, a brevetto scaduto, la Cadillac inizia a realizzare le macchine con tergicristalli di serie ma alla Anderson non arrivò nessuno riconoscimento né economico né morale per uno strumento che, nel corso degli anni, è stato anche realizzato in versione mini per pulire luci e fanali. Nel 2011 è stata inserita nel National Inventors Hall of Fame e il Mercedes Benz Museum di Stuttgart ha esposto un prototipo di quell’invenzione alla quale nessuno saprebbe più rinunciare.

Sicurezza alla guida, una questione di intuizioni femminili

Il problema della visibilità alla guida era di certo molto sentito se anche a un’altra donna venne in mente una soluzione simile. Molto poco si sa di Charlotte Dunn Bridgwood che nel 1917 brevetta la Storm Windshield Cleaner, ovvero delle spazzole a rullo da applicare sul parabrezza. Anche in questo caso il brevetto venne registrato con scadenza nel 1920, come quello manuale. Nella famiglia di Charlotte le idee e il buon senso devono essere stati tramandati geneticamente. La figlia Florence Lawrence, una delle prime dive degli albori cinematografici americani, inventò i bracci di segnalazione automatica da azionare tramite pulsante quando si decideva di svoltare, predecessori dei moderni indicatori di direzione. Ideò anche un segnalatore di frenata montato sul retro delle vetture che poteva entrare in azione quando si toccava il freno, quello che oggi tutti conosciamo come lo Stop. Non brevettò mai le sue intuizioni.

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Fonti: National Inventor Hall of Fame;  United States Patent and Trademark Office

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Laureata in lettere moderne con la passione per il digitale. Giornalista professionista dal 2010: curiosa e fantasista della comunicazione, dalla tv al web.

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