Casette e omini di pan di zenzero: perché il gingerbread è simbolo del Natale? Storia, origini e curiosità

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Scopriamo la storia, le origini e alcune curiosità sulle casette e gli omini di pan di zenzero, e perché il gingerbread è simbolo del Natale.

Sembrano uscite da una fiaba, le casette di pan di zenzero, e in effetti lo sono. Per scoprirne l’origine bisogna tornare indietro nel tempo, all’inizio dell’800, e raggiungere la Germania, terra nativa della famosa fiaba dei fratelli Grimm, Hänsel e Gretel, pubblicata nel 1812.

A quanto pare i fornai tedeschi si ispirarono infatti all’abitazione della strega per creare le prelibate casette natalizie, tutt’oggi amatissime da grandi e piccini. I biscotti invece hanno un’origine più antica. 

Perché il pan di zenzero è simbolo del Natale

Sul perché il pan di zenzero sia divenuto simbolo del Natale non c’è molta chiarezza. Secondo alcune versioni, dipende dal fatto che lo zenzero ha proprietà riscaldanti ed è quindi un ingrediente perfetto per un dolce invernale. Secondo altre il pan di zenzero, un tempo, era considerato una prelibatezza riservata alle occasioni speciali.

Inoltre, stando a quanto riporta MyMerryChristmas, nel 17esimo e 18esimo secolo alcuni fornai iniziarono a specializzarsi nella sua preparazione e si unirono in corporazioni per assicurarsi il diritto esclusivo. Che in effetti gli venne concesso, fatta eccezione per il periodo di Natale e di Pasqua. 

Le origini del pan di zenzero e dei biscotti

Se le casette risalgono all’800, altrettanto non si può dire del pan di zenzero. Secondo alcuni storici la prima ricetta risalirebbe addirittura al 2400 a.C., quando in Grecia venivano preparate tortine al miele che ne ricordavano sapore e colore, pur essendo ancora prive di zenzero, come d’altronde molte delle versioni più datate.

Il pan di zenzero si diffuse nel Medioevo anche nelle fiere europee, ingrediente di dolcetti prelibati dalle forme curiose preparati utilizzando appositi stampini. Ma i primi biscotti a forma di omini risalirebbero alla seconda metà del Cinquecento, spiega Carole Levin nel suo libro “Il regno di Elisabetta I“. Fu allora che la regina chiese ai pasticceri di raffigurare, sotto forma di biscotto, i dignitari stranieri e le persone a corte, per fare loro un regalo decisamente speciale. 

Ma Elisabetta I non era l’unica ad andare pazza per i biscotti di pan di zenzero. Streghe e maghi dell’epoca, spiega Levin, li preparavano come pegni d’amore destinati alle ragazze. Si credeva che se fossero riuscite a far mangiare l’omino all’uomo che desideravano sposare, quest’ultimo si sarebbe innamorato di loro. 

Contribuì ulteriormente alla loro fama la storia di San Nicola, pubblicata nel 1875 sul St. Nicholas Magazine. La storia racconta di due anziani che desideravano un bambino e che, non potendolo avere, decisero di sfornare un biscotto a forma di omino. Una volta cotto, il biscotto si animò e fuggì via, finché una volpe non se lo mangiò. 

I biscotti di pan di zenzero nel corso del tempo misero radici un po’ ovunque, dalla Germania alla Francia, dalla Svezia alla Svizzera, di volta in volta rivisitati e ribattezzati con altri nomi. 

Amatissimi, insieme alle casette, anche negli Stati Uniti, tant’è che in Texas, nel 2013, il Traditions Club ha creato la più grande casetta di pan di zenzero del mondo, lunga ben 18,28 metri e larga 12,8 metri. 

I cottage di “pan di zenzero” sull’isola Martha’s Vineyard

L’isola statunitense Martha’s Vineyard, nata originariamente come luogo di villeggiatura estiva, ospita a Oak Bluffs dei pittoreschi cottage che ricordano proprio le casette di pan di zenzero.

I cottage risalgono all’800, quando vennero costruiti da un gruppo di metodisti che si riunivano annualmente sull’isola, per sostituire le tende in cui erano soliti soggiornare.

Il loro pittoresco stile architettonico prende il nome di “Carpenter Gothic”, molto popolare all’epoca. Ma l’incredibile somiglianza con le casette di Hansel e Gretel gli valsero l’appellativo di “case di pan di zenzero”.

Oggi ve ne sono più di 300 nell’Oak Bluffs Campground, che al tempo si chiamava “Cottage City”. Tutte di una bellezza unica e inconfondibile. 

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FONTI: Pbs/atlasobscura

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Laureata in Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018. Appassionata di viaggi, folklore, maschere tradizionali. Si occupa anche di tematiche ambientali, riciclo creativo e fai da te. Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo". Nel 2018 ha dato vita a Mirabilinto, labirinto di meraviglie illustrate.

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